di Daniele Bovi
Più che la presentazione di una candidatura, la conferenza stampa tenuta sabato mattina da Giacomo Leonelli è parsa la presentazione del nuovo segretario regionale del Pd. Questo più che altro perché intorno al 34enne avvocato, renziano della prima ora, sembra esserci il vuoto: dal suo fronte non dovrebbero arrivare altre candidature, in più gode dell’appoggio del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi (che la candidatura l’ha più ‘subita’ che promossa), altro renziano doc, e del sostanziale via libera da parte dei due massimi esponenti dell’area cuperliana, ovvero la presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Un’area, quella di Cuperlo, che potrebbe non esprimere nessun candidato anche perché non pare esserci la fila per andare incontro a una probabile sconfitta.
L’unico candidato Insomma, alle primarie aperte del 16 febbraio (per la data definitiva e gli altri dettagli occorre però aspettare la direzione nazionale del 16 gennaio) Leonelli al momento è l’unico candidato. In sala Guasticchi arriva a conferenza stampa finita, la senatrice Nadia Ginetti invece, vicinissima a Renzi, non c’è mentre è presente il segretario provinciale Dante Andrea Rossi oltre a quello di Perugia Francesco Giacopetti, segretari di circolo e molti giovani. Seduto al tavolo con alcuni di quelli che lo stanno accompagnando in questa avventura, Leonelli assicura che lui farà, in caso di elezione, «il segretario a tempo pieno» anche se poi «per il futuro si vedrà». Rispondendo a chi gli chiede se accetta o meno di non candidarsi a nulla per i prossimi tre anni, Leonelli chiude la porta «ai doppi incarichi» ma un piccolo spiraglio aperto, in fondo, lo lascia, giurando che però ad esempio il parlamento a lui non interessa.
Il programma Al centro della conferenza stampa di sabato c’è però il programma del probabile futuro segretario regionale del partito. O meglio, delle linee guida, una bozza «ovviamente a disposizione dell’area Renzi e di tutta la comunità regionale nel suo complesso». Sedici pagine che si aprono con una citazione di Adriano Olivetti: «Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare». Ma sui muri del ‘pantheon’ leonelliano compaiono anche citazioni di Winston Churchill, Alessandro Baricco, Nelson Mandela, del fondatore dello scoutismo Robert Baden-Powell e ovviamente di Matteo Renzi. «Quello che ho fatto fino ad ora – dice Leonelli – è un percorso molto lineare, cercando di superare le vecchie logiche dei caminetti e spiegando che il mio nome era sul tavolo a patto di alcune condizioni».
Primarie Le 16 pagine di questa bozza di programma partono dall’analisi dei voti (persi) nel corso delle ultime politiche e dal calo degli iscritti, parlano delle primarie come «esperienza irrinunciabile ma non se sono dei calci di rigore, “soluzioni finali” tra gruppi o gruppuscoli locali». Leonelli assicura poi che, se eletto, cercherà di non mandare più l’immagine di un «partito perugino-centrico ma più in mezzo alla gente, dove i territori sono centrali» e spiega che la legge elettorale regionale che ha in mente è fatta dall’abolizione del listino e dalla rappresentatività dei territori. Leonelli vorrebbe poi un partito capace anche di «proporre, indirizzare, verificare l’operato degli amministratori e correggere», chiede una «severa verifica» sul mondo delle partecipate e una «stagione di riforme». In primis di un «grande piano per il lavoro».
Welfare ed energie «L’Umbria che abbiamo in mente» è il capitolo che inizia con il «nuovo welfare» fatto di «meriti e bisogni», che propone in ambito economico la facilitazione dell’accesso al credito, pagamenti della PA puntuali, sostegno all’export, al lavoro femminile. Università, turismo, paesaggio e cultura sono poi le «energie da liberare». Leonelli si appella infine ai sindacati («nel settore pubblico facciano uno sforzo, basta con gli stipendi faraonici dei dirigenti») e alle associazioni di categoria («semplificate le dinamiche»).
