lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 04:49

Coronavirus, sui buoni spesa Presciutti parla ai sindaci leghisti: «Unità, non propaganda»

Sindaco di Gualdo Tadino e presidente regionale Autonomie locali: «Al lavoro per dare risposte a chi ha l’acqua alla gola»

Massimiliano Presciutti

«Questo è il momento dell’unità non delle divisioni né della propaganda, perché ci sono risorse importanti e noi sindaci insieme ai nostri uffici siamo al lavoro per dare seguito al provvedimento». Lo dice il presidente regionale dell’Ali (autonomie locali italiane) e sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che così interviene nel dibattito innescato dall‘operazione solidarietà alimentare varata dal governo coi 400 milioni per i buoni spesa, di cui 5,5 milioni in favore dei 92 Comuni. A contestare il provvedimento in Umbria sono stati sei sindaci leghisti, mentre da altre amministrazioni, comprese quelle di centrodestra, è il caso di Spoleto, la reazione è stata differente.

CONTRIBUTO COMUNE PER COMUNE
SUMMIT A TERNI
SIGILLO, SPESA SOSPESA COL COMUNE

Presciutti parla ai sindaci leghisti Intervenendo sull’ordinanza Presciutti dice che in Umbria «arriveranno cifre di rilievo per tante comunità certo non ancora sufficienti per tutti ma servono a dare una prima risposta concreta alle fasce più deboli. Noi sindaci, stando a stretto contatto con le nostre comunità, ben conosciamo chi è più in difficoltà e possiamo comprendere più di tutti ciò che è di primaria importanza in questo momento storico molto difficile». Per Presciutti, insomma, il governo erogando le risorse per i buoni spesa non ha scaricato i problemi sui Comuni e dice che i sindaci devono «spendere il tempo in primis per aiutare chi non ce la fa, senza fare polemiche inutili: i cittadini ora chiedono risposte concrete e non sterili chiacchiere che alimentino ulteriori tensioni».

«Unità, non propaganda» Il presidente regionale dell’Ali e sindaco di Gualdo Tadino tiene comunque il punto quando dice che «nei prossimi decreti che saranno approvati certamente bisognerà dare anche altri riscontri ad altre categorie che sono in difficoltà come quelle dei professionisti, dei lavoratori, degli imprenditori ed ovviamente dei comuni, ma in questa fase di emergenza legata al Covid-19 la risposta prioritaria va data a chi è più con l’acqua alla gola». Secondo Presciutti «a emergenza conclusa ci sarà poi giustamente il momento del confronto su quanto si è fatto e quanto si poteva fare nel pieno rispetto di una contrapposizione politica sana e costruttiva». Quindi la linea:  «Questo è il momento dell’unità e del senso di responsabilità da parte di tutti, non quello della divisione e della propaganda e questo tutti i sindaci dovrebbero saperlo bene».

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