giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 22:04

«Prima i bisogni delle persone, poi i professionisti»: ecco il memorandum Tesei-Oliviero sulla salute

Presidente e rettore firmano atto propedeutico a convenzione e provano a sminare il campo: bozza a giugno e decreti  a fine anno

Oliviero e Tesei durante la firma (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La ricetta per disinnescare le mine che nel corso di sette anni hanno reso il percorso un campo di battaglia è questa: partire dalla visione, dal progetto e dai bisogni dei cittadini, per poi scegliere le persone in grado di declinare il tutto. È lungo poco più di tre pagine il «Memorandum d’intesa per la salute» firmato mercoledì mattina a Palazzo Donini dalla presidente Donatella Tesei e dal rettore Maurizio Oliviero; il documento è la cornice propedeutica alla sigla della convenzione vera e propria, cioè dell’atto fondamentale che regola i rapporti tra Regione e Università in un campo strategico come quello della sanità; anzi, della «salute», termine ritenuto più vicino ai cittadini e in grado di dare «una prospettiva molto più ampia».

VIDEO – PARLANO TESEI E OLIVIERO

La road map Il percorso disegnato da Tesei e Oliviero, che hanno «lavorato con rapidità estrema, in silenzio e nell’ombra», prevede in primis la costituzione entro febbraio di un tavolo tecnico, formato da Tesei e Oliviero (o loro delegati), i direttori dei tre Dipartimenti di Medicina (che il rettore accorperà in un’unica struttura per ridurre le conflittualità interne) più quello della Scuola interdipartimentale, l’assessore Coletto, il nuovo direttore regionale Claudio Dario (che prenderà servizio a febbraio) e un «consulente» dell’assessorato. Entro giugno poi è prevista la firma della bozza mentre i decreti attuativi, quelli che trasformeranno le idee in atti concreti, entro la fine dell’anno». Tesei ha parlato di una «data importante» e dell’«inizio di un percorso virtuoso per la nostra sanità», in grado di mettere in campo una visione «per i prossimi 50 anni» e per dare vita a un «sistema efficace, efficiente ed equilibrato».

Tempi brevi Il tutto andrà realizzato «in tempi brevi dato che non possiamo perdere tempo» e sul tavolo andranno messi «risultati che dovranno essere percepiti». «Non partiremo dalle professionalità – ha poi assicurato la presidente – bensì dai bisogni delle persone; in passato c’era prima il chi e poi il cosa fare, mentre noi vogliamo fare l’esatto inverso. Dobbiamo cercare la qualità e il meglio per la nostra sanità, e le persone saranno la conseguenza di questo ragionamento». «Capovolgiamo la logica – gli ha fatto eco Oliviero – partendo da una visione che poi declinerà le professionalità». Per il rettore, che ha parlato di un Ateneo «al servizio della comunità», si arriverà a un progetto «che ci viene chiesto dal cambiamento dei tempi, che guarda al futuro e ai bisogni degli umbri e che può renderci altamente competitivi; ragionare su obbiettivi alti non porterà a conflittualità. Vogliamo dare risposte alle persone».

Valorizzazione Nella premessa del documento si dà atto dell’avvio di un percorso di «valorizzazione delle attività connesse direttamente e indirettamente innanzitutto alla salute dei cittadini, al miglioramento delle performance organizzative e del livello di qualità delle prestazioni sanitarie, alla promozione della cultura e della ricerca scientifica nel settore biomedico, alle ricadute in termini sociali ed economici per tutta la regione». Punto di partenza è l’«indiscutibile valore delle prestazioni sanitarie erogate in Umbria» anche se, ha detto Oliviero, «se è vero che siamo regione benchmark è altrettanto vero che possiamo fare molto di più». Nel documento si parla di una salute intesa non solo come cura delle malattie bensì anche di un «potente meccanismo di crescita economica» e di un sistema di «prevenzione primaria al fine di ridurre l’instaurarsi di patologie, ma ancor più la promozione di uno stato di “benessere” fisico e psicologico».

I contenuti Quattordici i «presupposti fondamentali e gli obbiettivi irrinunciabili del documento», al termine del quale c’è anche una postilla che riguarda la conferma di tutti i commissari di Usl e aziende ospedaliere fino a quando il nuovo assetto non diverrà realtà. Oltre, ovviamente, al mantenimento degli attuali Lea (i Livelli essenziali di assistenza) e all’equità dell’accesso ai servizi, si parla di eliminazione di quei doppioni che portano a «inutili e dannose competizioni» che vanno contro la logica dell’integrazione, cardine invece della futura azienda ospedaliero-universitaria. Il memorandum traccia poi un modello a rete fatto di due alte specialità, che sono gli ospedali di Perugia e Terni, e degli altri nosocomi, della presa in carico e del percorso ospedale-territorio-domicilio per le maggiori patologie croniche e degenerative, di «personalizzazione delle cure», «medicina di precisione» e di «approcci innovativi» su diagnosi e terapie e di una migliore formazione di medici e specialisti.

Integrazione Infine, il memorandum parla di una mappatura costante dei bisogni assistenziali, delle prestazioni erogate e dei livelli qualitativi raggiunti, di informazioni ai cittadini su stili di vita appropriati e prevenzione e di «strutturazione delle più efficaci forme di integrazione dei livelli di assistenza ospedaliera, territoriale e domiciliare». Questa la cornice che il tavolo tecnico dovrà trasformare, entro la fine dell’anno, in atti concreti e decreti attuativi; là dove la precedente giunta e il precedente rettore si sono arenati per anni.

Twitter @DanieleBovi 

 

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