Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha partecipato alla marcia straordinaria per la pace insieme Stefania Proietti, accanto a loro anche il pentastellato Matteo Severini: «Non un atto simbolico, ma un richiamo urgente alla responsabilità collettiva».
I COLORI DELLA PACE – VAI ALLA FOTOGALLERY
Politica della pace La presenza di Conte alla marcia di Assisi è stata l’occasione per i rappresentanti umbri del partito di sottolineare come «la pace è un valore che va oltre le battaglie personali e i confini territoriali – dichiara Severini – È un principio universale, un faro che orienta le politiche estere e le scelte locali. Viviamo in un’epoca in cui la stabilità e la sicurezza sono costantemente minacciate e non possiamo relegare la pace a un concetto distante, applicabile solo ai grandi conflitti internazionali. La pace è un processo quotidiano che coinvolge le istituzioni, le comunità e ogni cittadino».
Elezioni regionali Un impegno che, per il pentastellato umbro, si manifesta anche in prospettiva delle elezioni regionali attraverso i principi della «Non-violenza, Non-accettazione, Non-collaborazione: uno degli obiettivi centrali della mia azione politica è promuovere una cultura della pace, in ogni ambito della vita pubblica. La mia candidatura si fonda sull’idea che, a partire dall’Umbria, si possa costruire un esempio concreto di dialogo e convivenza. L’Umbria, la terra che costruisce pace è una realtà che possiamo realizzare se mettiamo al centro delle politiche regionali la coesione sociale, la solidarietà e il rispetto per l’altro».
Pensiero per Gaza Severini sottolinea come «le elezioni per il nuovo governo dell’Umbria non rappresentano solo l’opportunità per una diversa amministrazione dei beni pubblici, ma segnano la distanza dai valori che i politici di destra della coalizione Tesei affermano e rappresentano. “Se Gaza venisse spianata oggi per me andrebbe bene”: questa affermazione di Bandecchi di un anno fa è solo l’emersione spudorata di un pensiero condiviso da chi fa parte di partiti che si ostinano a non votare per il riconoscimento dello stato di Palestina o per il cessate il fuoco nella strage di Gaza richieste dall’Onu. Strage che porta alla sofferenza quotidiana migliaia di famiglie e di banini brutalmente massacrati».
