di Dan.Bo.
Il tema della manovra e in particolare quello dell’aumento delle tasse tornerà la prossima settimana in aula per un’altra seduta che si annuncia rovente. È in programma infatti per il 29 aprile alle 12 la seduta durante la quale il consiglio regionale discuterà la mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Regione, Stefania Proietti, presentata dai consiglieri di opposizione.
La mozione L’esito è scontato (la mozione sarà respinta) ma un’ulteriore seduta fiume, dopo quella sulla manovra, servirà mediaticamente e politicamente alle opposizioni per tornare all’attacco della giunta e di Proietti. La mozione era stata presentata dalla destra all’inizio di aprile nel tentativo di bloccare l’approvazione della manovra con gli aumenti di Irpef e Irap: un ok all’ammissibilità, infatti, avrebbe stoppato i lavori dell’Assemblea mentre l’esigenza della maggioranza era quella di approvare il ddl entro il 15, ultima data utile per definire le aliquote Irpef per il 2025. Palazzo Cesaroni però ha fatto slittare tutto alla settimana seguente e così i consiglieri di minoranza hanno attaccato pesantemente Bistocchi, mettendo in dubbio la sua imparzialità.
COSA PREVEDE LA MANOVRA DELLA GIUNTA
Le polemiche L’ok all’ammissibilità della mozione è arrivato infatti il 14 aprile durante la riunione dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni e da quel momento, come da regolamento, tutti i lavori dell’Assemblea sono stati sospesi. L’opposizione ha accusato la presidente Bistocchi di aver ignorato le richieste regolamentari, ritardando in modo strumentale l’ammissione di una mozione solo dopo il voto sulla manovra. L’accusa è anche quella di aver seguito le indicazioni della giunta compromettendo – ha sostenuto l’opposizione – l’autonomia del consiglio regionale.
L’assemblea Tensione intanto c’è anche al Broletto, dove l’iniziativa dell’assessore al Oersonale Tommaso Bori di convocare un’assemblea generale dei dipendenti della Regione, prevista per il 28 aprile nel piazzale del Broletto, ha suscitato forti reazioni da parte dei gruppi di opposizione. L’accusa è di aver «aggirato completamente le relazioni sindacali previste dal contratto nazionale di lavoro», escludendo le sigle sindacali da un confronto che riguarda temi di loro competenza, come la riorganizzazione interna e i sistemi di valutazione del personale.
Le critiche Secondo gli esponenti del centrodestra, l’assessore Bori «delegittima i rappresentanti sindacali eletti soltanto la scorsa settimana nella Rsu della Regione», alimentando un clima di tensione e sfiducia. «Non si governa una Regione ignorando i diritti, le procedure e il ruolo dei sindacati e dei lavoratori» scrivono i consiglieri, che denunciano «una forzatura che mina il principio del confronto democratico» e accusano l’assessore di voler trasformare l’assemblea in un «comizio, magari a favore di macchina fotografica in vista di qualche post sui social». Anche le principali sigle sindacali – Cgil, Cisl e Uil – hanno espresso perplessità sull’iniziativa, chiedendo un passo indietro e l’apertura di un confronto formale.
