Presentata mercoledì mattina, nella sede Dem di via Mazzini a Terni, la mozione Casa democratica, in campo per il congresso Pd in corso, che sarà concluso il prossimo 29 giugno. A rappresentarla, assieme a Elisabetta Mascio che ha introdotto la conferenza stampa, i candidati ai tre livelli territoriali del Pd: Leopoldo Di Girolamo all’unione comunale, Pierluigi Spinelli alla segreteria Provinciale e Carlo Emanuele Trappolino a quella regionale.

Il Pd domani Due i punti sui quali hanno in particolare insistito tutti i presenti: la necessità di un partito senza personalismi e scissione netta tra gli organismi dirigenti politici e quelli istituzionali: «I sindaci facciamo i sindaci, nell’interesse di tutti i cittadini che rappresentano». Casa Democratica è stato spiegato, è nata dalla riflessione su cosa vuole essere il partito domani a partire da idee, contributi e suggestioni in un pensiero collettivo degli attivisti dei vari circoli. Poi sono arrivati i candidati. Lavoro, salute, diritti e coesione sociale al centro dell’azione politica proposta con l’auspicio al ricorso allo strumento democratico delle primarie per i prossimi appuntamenti elettorali.

Pd Umbria Carlo Emanuele Trappolino ha sottolineato che «È importante ricostruire capacità di governo e prospettiva in tutte le città dell’Umbria. La nostra mozione – spiega – è un tentativo di far discutere il Pd, tanto che le nostre sono candidature frutto di confronto interno. Il congresso di oggi serve per formare nuova classe dirigente con responsabilità, per un partito autonomo rispetto alle istituzioni. I sindaci sono chiamati a fare i sindaci. Ringraziamo tutti gli attivisti, perché a loro è richiesto uno sforzo straordinario. Sia chiaro – aggiunge – che non facciamo congresso contro qualcuno ma per il Pd. Abbiamo bisogno di mobilitare le migliori energie della regione e siamo convinti che possa rappresentare un’occasione di riscatto per quei dirigenti politici che hanno affrontato momenti anche drammatici della vita politica di questo territorio e sono comunque usciti a testa alta». A proposito di fasi drammatiche, è toccato al consigliere comunale e attuale segretario del Pd di Terni, ripercorrere i numerosi commissariamenti del partito a livello locale, gli scossoni interni anche a livello nazionale e vicende giudiziarie che hanno segnato gli ultimi anni. «Tuttavia – commenta Spinelli -, siamo tornati ad essere un punto di riferimento». Nell’elenco anche il riferimento alle amministrative della città di San Valentino: «Una sconfitta, ma il tentativo era di costruzione di quello che oggi conosciamo come Patto avanti. Questo congresso servirà anche per fare chiarezza su quella parentesi. Ripartiamo dai dati più positivi e confortanti per costruire un partito autonomo dai livelli istituzionali, quindi Narni, l’incremento delle tessere, l’elezione di due consiglieri regionali».

Unione comunale Pd Terni Notevolmente incisivo l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo, che ne ha approfittato per lanciare frecciatine. «Aggiornare e definire la piattaforma programmatica del partito perché sia spinta di crescita per questo territorio» è in cima alla lista delle sue priorità, assieme alla «affermazione della classe dirigente e del buon lavoro fatto». Non manca il passaggio su certi equilibri territoriali: «Non può sfuggire che c’è una concentrazione di potere politico-istituzionale tra Perugia e il Trasimeno. Ai tempi di Lorenzetti e Marini non era così. Opportuno – aggiunge – tenere fuori dal partito i personalismi, quanto ma tenere distinti i livelli politici da quelli istituzionali. Dobbiamo ricordarci – dice poi guardando alle questioni programmatiche, tenendo conto dell’Accordo Ast che dovrebbe essere firmato a Roma proprio l’11 giugno -, che Terni e Narni rappresentano il primo polo industriale del Centro Italia, questa l’identità va affermata con sempre maggiore forza. La mia – promette -vuole essere una segreteria di garanzia per la permeabilità del partito a tante opinioni, perché ciascuno trovi lo spazio per esprimersi». L’ex sindaco poi si toglie qualche sassolino: «A chi dice ‘fuori i perdenti’, vorrei far presente che quando mi sono presentato, ho sempre vinto. Da candidato segretario, sindaco, da Senatore. Quanto al senatore Grimani che parla di giochetti romani replico che è lui a conoscerli bene in quanto amico di Lotti e probabilmente prossimo a qualche incarico».

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