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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:43

Concorsi contestati, volano gli stracci in Consiglio Regionale: «Bocca di Rosa». Accuse: «Interessi particolari»

Botta e risposta tra opposizione e maggioranza: «Regole rispettate»,«arringhe fumose»

A un certo punto l’aula del consiglio regionale dell’Umbria somigliava a un ring, sul quale i colpi non sono stati certo risparmiati. Sotto accusa l’assessore Fioroni, dopo che dall’opposizione sono stati sollevati dubbi di legittimità nei concorsi banditi da Umbria digitale, poco prima della fusione con Umbria Salute e servizi, per la nascita del nuovo soggetto Punto Zero.  L’accusa, in questo caso, era rappresentata dalla capogruppo Pd Simona Meloni che ha sottolineato i propri dubbi a proposito della trasparenza e della legittimità delle procedure, attestato che si tratta di 17 concorsi per 36 posti, tutte concluse entro fine dell’anno, comprese le festività natalizie e a ridosso della fusione societaria.

Prove tecniche Prima le prove tecniche: Meloni ha chiesto «se tutti i candidati ammessi all’unica prova concorsuale prevista per il reclutamento di 2 posizioni nel profilo di ‘Multichannel Content Specialist’ abbiano svolto la stessa in presenza, così come previsto, oppure se si siano verificate eccezioni», poi alla «Giunta se ritiene opportuno che ben 17 procedure concorsuali vengano bandite dall’amministratore unico, di nomina politica della stessa Giunta, che era in scadenza il successivo 31 dicembre 2021, e se ritiene opportuno valutare, in autotutela, la possibilità che i competenti organi annullino tali procedure di selezione».

Le schermaglie Quindi le schermaglie: Fioroni si è detto «perplesso». Sull’amministratore uscente ha precisato che «il concorso è stato bandito perché funzionale alla successiva fusione, perché servivano quei profili. Bene ha fatto l’amministratore unico che con efficacia ed efficienza ha fatto uscire i bandi come da mandato e come richiesto dall’Assemblea dei soci con un piano approvato il 30 aprile 2021. Quanto alla pubblicità, ci sono sezioni dei portali sia di Umbria digitale che della Regione in cui vengono esplicitamente riportati gli avvisi. E non si può sentire che qualcuno non ha partecipato a causa del periodo e del clima natalizio. Per i 120 avvisi sono state presentate complessivamente 123 candidature». A chi nei giorni scorsi  l’ha accusato, puntando il dito contro un suo diretto collaboratore, che un diploma è sembrato valere più di una laurea ha risposto:  «Mai visto un laureato senza diploma, quindi, dove viene indicato il diploma, questo è alternativo anche al titolo della laurea . «Il bando prevedeva che, in maniera alternativa, poteva andare bene sia il diploma che la laurea». E ancora: «La Commissione di selezione era diversa da quella che ha poi fatto le domande. I criteri di trasparenza adottati forse non si sono mai visti in passato». Sempre sul suo collaboratore gi era stato contestato che non si era neppure presentato alle prove per positività al covid e che le regole non ne consentivano la possibilità.  Ha risposto: «Era previsto nel bando che essa poteva essere svolta in video conferenza, come previsto per tante altre situazioni, legate oggi, soprattutto, alla pandemia».

Gli stracci Gli stracci tuttavia sono volati quando Fioroni ha chiosato: «C’è chi da buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio», facendo, probabilmente, riferimento, a quanto accaduto, in passato alla giunta di Centro sinistra, a proposito di assunzioni e concorsi in sanità. La Meloni ha quindi replicato: «Se mi viene data della ‘Bocca di Rosa’ è il caso che allora che non ci si attenga agli aspetti tecnici, come fatto. L’assessore non ha risposto ai punti. Soprattutto a uno: lei cita le 123 candidature sui 120 avvisi. Guarda caso in quelli particola in alcune di queste candidature, guarda caso, quelle di interessi particolari, ci sono 9 candidati, 8 candidati e 5 ammessi».

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