Andrea Zingarelli (foto Rosati)

di Andrea Zingarelli*

Signor presidente, spesso le scelte e le tempistiche sono bizzarre: talora cerchiamo di prevederle come talora confidiamo di anticiparle. Più spesso sfuggono al nostro controllo e ci troviamo di fronte a dei bivi con la speranza di essere abbastanza preparati per capire che strada intraprendere.

In questi giorni ho reputato opportuno cogliere cogliere una possibilità lavorativa (nel settore del diritto umanitario e della protezione internazionale), che mi vedrà nei prossimi mesi impegnato fuori dal territorio comunale, impedendomi così di assicurare la presenza ai lavori del consiglio comunale di Terni. Ritengo quindi doveroso rassegnare oggi le mie dimissioni irrevocabili dal ruolo di consigliere comunale, dopo averle comunicate al sindaco, il capogruppo e alla mia forza politica tutta.

Signor presidente, quasi quattro anni fa sono entrato in questo consiglio con un determinato bagaglio di progetti e immaginazione. Così in questi anni ho avuto modo modo di confrontarmi con cittadini, militanti, assessori,funzionari, assessori, tecnici. Talora sono andato in altre amministrazioni italiane per confrontarmi con esperienze diverse e altre volte ho scavato nel passato di questa città per immaginare un futuro diverso. Spero di aver prodotto insieme alla maggioranza proposte che possano essere considerate creative, realizzabili, e soprattutto utili.
Il “grazie” a tutti i membri (della macchina amministrativa e non) con cui ho avuto modo di collaborare è assolutamente doveroso.

Successi, fallimenti, speranze: si porta a casa un po’ di tutto. Accanto a degli errori, dopo questi anni duri e sconvolgenti almeno l’immaginazione circa cosa può diventare Terni è ancora intatta. La nostra città è infatti in profonda evoluzione, e ha ancora tutte le carte in regola per mutare e diventare più adattabile alle sfide del presente.
Spesso sono stato accusato da parte delle opposizioni (e non solo) di non essere intervenuto in maniera eclatante e in contrasto con la mia forza politica. Talora mi sono intimamente sentito in dubbio, e magari in difetto con il ruolo che si presume un consigliere “giovane” debba interpretare.

Eppure presidente per come ho deciso di educarmi alla politica ho sempre creduto nel dibattito interno ma anche nella compattezza esterna che, laddove non entri in contrasto con le convinzioni più etiche e sensibili, si può ben tradurre in lealtà (e non fedeltà) politica. Credo di poter affermare di non aver mai fatto venire meno (nelle sedi che ho reputato opportune e deputate) le mie idee, a costo di scontri anche duri. Tuttavia una forza di governo, all’esito della discussione, deve trovare una sintesi e manifestarla in maniera coesa. Il tutto cercando di evitare quella “sguaiatezza istituzionale” in cui troppo spesso inciampa la classe politica (e non solo).

Mi piace pensare che oggi non termini il mio impegno politico, ma che semplicemente questo intraprenda un percorso diverso, che confido si vada arricchendo di nuove competenze. Competenze che nuovamente spero un giorno di rimettere al servizio di Terni. Città a suo modo generosa (nelle persone e nel territorio), che tanto mi ha dato in questi anni. Tra il “pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”, un in bocca al lupo sincero al sindaco, la giunta e alla maggioranza tutta che oggi continua, come sempre, ad assumersi la responsabilità di questo Ente. Un grazie per l’opportunità ricevuta e a chi me l’ha data.

*consigliere comunale del Pd dimissionario

 

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