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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:03

Cicchini si autosospende dalla Lega, Pd rincara la dose: «Immobilismo guida la città»

Decisione dell’esponente del Carroccio: «Dobbiamo fare meglio», i Dem: «Non c’è un progetto per Terni»

«Non mi preparo a uscire, ma dobbiamo fare le cose meglio. Con i ragazzi della Lega ci capiamo, mi vogliamo bene, piuttosto, è con chi deve portare avanti il nostro programma che ci capiamo poco». Queste le parole di Paolo Cicchini al Messaggero: il consigliere comunale si è autosospeso dalla Lega. Le critiche che l’esponente del Carroccio rivolge alla giunta comunale di Terni, all’assessore alla Cultura e agli alleati della maggioranza di governo è quella di non avere una visione di futuro. Dai Dem una pacca sulla spalla al ‘sospeso’ della Lega: «Sta sostenendo – dicono – come noi facciamo da tempo la mancanza di visione per Terni».

Cicchini si autosospende dal partito «Il mio – riporta il Messaggero – è un gesto interno di protesta per sollecitare alcune questioni. Auguro lunga vita alla giunta, ma senza una visione di futuro non si governa. Vorrei che questa amministrazione dia una visione, osi di più». Dopo aver appreso la notizia il Pd di Terni commenta: «Un segnale di forte disagio, insofferenza e malcontento, da parte di una figura che ha ricoperto, in diverse fasi e stagioni della storia della città di Terni, ruoli e funzioni politiche di rilievo, una persona che abbiamo sempre stimato e rispettato – scrivono in una nota il segretario Dem Pierluigi Spinelli e la responsabile per la cultura Giulia Piccioni -. È molto chiara, esplicita e netta nel denunciare l’immobilismo dell’attuale compagine, e conferma la critica che ormai da tempo rivolgiamo a chi guida la città, quella di non avere un progetto per Terni, delle strategie e piani per le politiche culturali».

Storia culturale di Terni I Dem hanno approfittato dell’intervento di Paolo Cicchini  per ripercorrere la storia degli ultimi 25 anni: «Nel 1994 l’allora ministro della Difesa Cesare Previti veniva a Terni – scrivono – chiamato ad inaugurare l’ex palazzo comunale in piazza della Repubblica, riconsegnato però alla città nel 2000, dalle amministrazioni di centro-sinistra. Fu fatta la scelta di destinare l’edificio per ospitare la biblioteca comunale come istituzione culturale al centro della nostra città. Negli anni successivi fu completato l’intervento di palazzo Primavera, centro espositivo per mostre e anche sede per concerti, mentre veniva portato a compimento il recupero dell’ex Siri, destinato alla raccolta del museo archeologico, alla pinacoteca, a centro culturale per mostre, esposizioni e numerose altre attività (ricordiamo quelle su Piermatteo D’Amelia, Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, tanto per citarne alcune). Ricordiamo le iniziative, le mostre e il Congresso nazionale di archeologia industriale, il premio nazionale d’arte Città di Terni, il festival internazionale ‘Cinema e lavoro’». Il Partito democratico auspica quindi «che il confronto avvenga sul piano delle proposte progettuali – riprende la nota -. Due esempi su tutti, per un impegno che alzi il livello del dibattito: il progetto culturale e scientifico del museo delle armi; il recupero dell’ex stabilimento elettro chimico di Papigno, su cui si impegnò negli anni 2014-2017 il compianto assessore Armillei. Entrambi avrebbero meritato una corsia privilegiata nelle proposte per il Pnrr, occasione che avrebbe significato il coinvolgimento delle giovane generazioni, la ripresa o la nascita di professionalità, la creazione di poli di attrattività, riqualificazione innovativa, valorizzazione e tutela del patrimonio materiale e immateriale».

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