Un tavolo tecnico per «limitare il più possibile questa situazione e individuare soluzioni alternative in grado di invertire il trend». È questa la richiesta che Federico Gori, presidente di Anci Umbria, fa alla Regione a proposito della continua chiusura degli sportelli bancari in Umbria. Alla fine del 2024 secondo i numeri di Banca d’Italia erano 32, circa un terzo del totale, i Comuni umbri rimasti senza sportelli bancari, con un incremento del 4,3% rispetto all’anno precedente.
SENZA BANCHE 50 MILA UMBRI E 3.200 IMPRESE
Le richieste «Anci Umbria – scrive Gori in una nota – denuncia da anni il pericoloso fenomeno della desertificazione dei servizi nei piccoli Comuni della regione e gli ultimi dati messi a disposizione da Banca d’Italia e Istat, in merito alle chiusure bancarie, confermano questo trend preoccupante». Il presidente di Anci parla di soluzioni che dovranno essere «condivise e supportate da tutti i livelli istituzionali», e che andranno individuate con un «approccio pratico, non ideologico». «Non si tratta esclusivamente di desertificazione bancaria, postale o di altri servizi essenziali per la vivibilità dei territori marginali, considerando che l’Umbria è sempre più caratterizzata da aree interne – aggiunge Gori – ma di una questione più ampia: prendersi cura della nostra comunità regionale, senza distinzioni di ordine demografico o di luogo di residenza».
