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giovedì 20 gennaio - Aggiornato alle 21:40

Centrodestra, tra veti, sms notturni e feudi blindati: così Tesei resta con cinque liste

Il lungo tira e molla su ‘Cambiamo’, la partita di Romizi su Perugia, i nomi spariti in extremis. Berlusconi e il caso Ferranti

Donatella Tesei-©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri

Alla fine sarà a cinque punte lo schema di gioco con cui Donatella Tesei cercherà di diventare la terza donna di fila alla guida della Regione Umbria, ma soprattutto la prima di centrodestra dopo 49 anni di governo del centrosinistra. Una composizione della coalizione rimasta indefinita, nel perimetro, fino a poche ore dalla consegna delle liste in trattative non senza gomitate, colpi bassi e veti incrociati.

LE LISTE DEPOSITATE

Cambiamo o no? Un lungo tira e molla giocato tra appetiti locali e spinte nazionali è stato quello sulla presenza di ‘Cambiamo!’ di Giovanni Toti, che contava sull’appoggio di Matteo Salvini ma era invisa un po’ a tutti gli alleati locali, soprattutto a Forza Italia. Anche perché a comporla c’era quel Pietro Laffranco, ex azzurro, che spaventava non poco per la capacità di attrarre voti pescando nell’elettorato potenziale di molti contendenti. «Se ci devono essere liste oltre il centrodestra tradizionale – era il ragionamento diffuso – devono allargare, non sottrarre». Tanto che, diverse settimane fa un importante esponente di FdI preconizzava: per me alla fine non ci sarà. Tuttavia, Toti premeva per la sua prima corsa elettorale, così Laffranco è stato ammesso nelle riunioni di coalizione. Ma a tre giorni dal traguardo, è stato proprio lui ad alzare bandiera bianca. Ufficialmente per il poco tempo a disposizione, ma i retroscena parlano di veti su nomi e territori (Spoleto ad esempio) considerati feudi da cui stare alla larga. Così ora i totiani avranno mani libere. Laffranco in una nota giura che resteranno nei confini del centrodestra, ma potrebbero essere indirizzati a qualcuno di riconoscibile – tipo le schede nelle elezioni del presidente della Repubblica – e la corsa ad accaparrarseli è già iniziata.

M5S, ECCO TUTTI I CANDIDATI DELLA LISTA

Umbria civica Invece, oltre a quella della presidente Tesei – dove spicca un nome che potrebbe far incetta di preferenze come quello del sindaco di Scheggino Paola Agabiti alias Urbani – ci sarà un’altra lista che esula dalla triplice di centrodestra, ovvero quella ‘Umbria Civica’ messa insieme dall’ex vicesindaco di Perugia (con Locchi e Boccali) e attuale presidente del consiglio comunale, Nilo Arcudi. Qui i rumors della vigilia avevano parlato dell’arruolamento a Terni dell’ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Mascio. Ma la presenza della sorella Elisabetta nella lista Pd escluso la possibilità, facendo deviare su Giovanni Ceccotti. Tra le ipotesi naufragate nelle passate settimane si narra anche di una possibile fusione tra Umbria Civica e Cambiamo, poi non andata in porto. Di certo, Arcudi e gli altri che corrono a Perugia avranno il campo più libero senza Laffranco.

I CANDIDATI DELLA LISTA PD

Romizi per chi vota? Uno dei grandi interrogativi delle quattro settimane da qui al voto sarà proprio a chi andrà il potenziale elettorale che, solo pochi mesi fa, ha fatto rieleggere Romizi con quasi il 60% al primo turno. L’assenza di un ‘Progetto Perugia’ (la lista di matrice cattolica che ha sfiorato il 15%) declinata su scala regionale, con conseguente diaspora dei componenti, potrebbe far lievitare il voto più di opinione della Lega (alle Comunali dimezzata rispetto al voto delle Europee). Se ne gioverà di certo anche la lista della Tesei che schiera Cristiana Casaioli, Teresa Severini e Francesco Vignaroli. Poi non va dimenticata l’amicizia tra Romizi e Marco Squarta di Fratelli d’Italia, suo attivissimo sostenitore a maggio, che ora potrebbe vedere gli sforzi ricambiati. Ed, infine, ci sarà l’incognita Andrea Fora, schierato nel fronte opposto, da capolista della lista civica di Vincenzo Bianconi: quanta parte del mondo cattolico anti-leghista porterà con sé?

Lignani non c’è Un nome scomparso dalla lista ce l’hanno anche i Fratelli d’Italia: Andrea Lignani Marchesani aveva tappezzato i muri di manifesti elettorali, ma con un post su Facebook ha annunciato che non sarà in corsa. Sarà forse per la promessa di correre come sindaco di Città di Castello?

Ferranti e l’sms di Silvio Infine, un retroscena sul colpo di teatro avvenuto all’ultimo minuto nella lista di Forza Italia a Terni. Tutto sembrava apparecchiato per Francesco Maria Ferranti. Nel braccio di ferro per non avere una figura ingombrante come quella di Stefano Fatale, pare proprio che avesse prevalso. Con il suggello di un sms venerdì in piena notte direttamente da Silvio Berlusconi. Semaforo verde, però, che avrebbe mandato su tutte le furie Fatale, già impegnato nel raccogliere firme. Tanto che, nel giro di telefonate tra esponenti locali – Raffaele Nevi, Catia Polidori, Fiammetta Modena – e il nazionale – Maurizio Gasparri – alla fine è stato proprio Ferrante a dire: basta, fate vobis.

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