Credeva di fare cosa buona e giusta il capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche a denunciare i disservizi del Centro per l’Impiego, gestito dalla Provincia per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro di disoccupati e sotto occupati, ma avendo il consigliere chiesto al sindaco, in un’interrogazione, di intervenire su Palazzo Bazzani per la riorganizzazione del servizio, ha scatenato l’ira dei sindacati del pubblico impiego.
I sindacati «Forse Melasecche non sa – tuonano Cgil, Cisl, Uil e Usb – che gli operatori, anche con una recente ed ennesima raccolta di firme diretta alle segreterie regionali dei sindacati ed alla Rsu hanno nuovamente sollecitato un’assemblea unitaria per interventi essenziali in termini di incremento delle dotazioni e di mezzi e servizi, proprio avendo a cuore la tenuta di attività fondamentali per il territorio ed il disagio vissuto dalle persone disoccupate che incontrano ogni giorno. Nessuno cada dal pero quindi, visto che nella partita dei servizi all’impiego tutti gli attori hanno espresso un deficit ed insufficienza pesantissimi, in un momento di grave emergenza e necessità per i cittadini e l’utenza che, insieme agli operatori dei centri per l’impiego, soffrono in modo incolpevole i forti disagi di scelte sbagliate che vanno al più presto superate».
Centri per l’impiego Sono mesi che cerchiamo di difendere il servizio pubblico delle politiche attive per il lavoro, evidenziando più e più volte problemi del personale, organizzativi, di sicurezza degli addetti allo sportello, dell’assenza anche di materiali di beni di prima necessità . Non si faccia dunque finta di nulla e non ci si limiti alla mera propaganda politica, tanto più ora che, grazie alla mobilitazione sindacale, nel Disegno della legge finanziaria sono state previste le risorse finanziarie per il funzionamento dei Cpi, per il loro potenziamento e per la stabilizzazione dei precari con la determinazione della Regione come unico datore di lavoro. Se questo sarà confermato, finalmente, dopo mesi e mesi di protesta, saremo ad un punto di svolta e chiederemo subito alla Regione Umbria l’istituzione di un tavolo di governance».
