Il presidio dei lavoratori ex Cementir

di C.F.

Due mozioni approvate all’unanimità per chiedere al ministero dello Sviluppo economico di convocare urgentemente un tavolo per il cementificio di Spoleto, che occupa un’ottantina di lavoratori diretti e un’altra cinquantina legati all’indotto. In attesa del tavolo in Regione con la proprietà di Italcementi, convocato per il 22 marzo, il consiglio regionale ha dato il via libera agli atti presentati da Pd, Socialisti e riformisti, misto Mdp e M5s per chiedere chiarezza su quanto sta accadendo nello stabilimento produttivo rilevato a fine 2017 dal Gruppo Italcementi attraverso la società Cemitaly. Come noto, la proprietà ha annunciato lo cessione del ramo di azienda, col cementificio e le maestranze che si conta di trasferire entro il primo aprile alla neo costituita Spoleto cementi, per poi vendere tutto a terzi. Nel caso non si centrasse l’operazione, Italcementi ha già paventato la chiusura.

Durante la seduta Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha ricordato che nelle ultime settimane si è registrata «la mobilitazione e la preoccupazione dei sindacati rispetto alla situazione che si è venuta a creare: è necessario – ha detto – garantire e mantenere i livelli occupazionali». Anche se la vendita del cementificio di Spoleto dovesse andare in porto, infatti, il rischio di ridimensionamento degli organici e delle attività è molto alto. «Si tratta dell’unico cementificio del cratere del sisma umbro – ha ricordato Andrea Liberati (M5s) – su cui ci sono dinamiche che inquietano i lavoratori e la comunità, sfiancata dalla crisi economica. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per salvare un patrimonio e una risorsa industriale non solo dello Spoletino, ma dell’intera Umbria». Sul futuro dello stabilimento, dove da un paio di settimane sono stati spenti i forni e sospesi gli approvvigionamenti di carbon cook e clinker, è tornato anche l’assessore Fabio Paparelli, che ha «già chiesto al Mise di occuparsi della situazione» del cementificio di Spoleto su cui, «nel 2018, si è conclusa l’operazione di acquisto di Cementir da parte di Italcementi, che prevedeva – ha ribadito – un patto di non concorrenza e un obbligo di non sollecitazione all’allontanamento delle maestranze per i 3 anni successivi. Il ministero – ha concluso Paparelli – deve convocare la proprietà e chiedere il rispetto degli impegni fino al 2021».

@chilodice

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