di Chiara Fabrizi
«Ritardi inaccettabili: occorre dare alla ricostruzione le stesse regole dell’emergenza». Questo il messaggio della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a margine della prima tappa della visita nelle zone terremotate dell’Umbria, che l’ha portata all’interno del complesso monumentale dell’anfiteatro di Spoleto, una zona rossa di circa 17mila metri quadrati, dove molti manufatti storici di pregio, oltre all’anfiteatro anche due ex monasteri, sono a rischio crollo da molti anni, quindi ben prima del sisma del Centro Italia. La visita è proseguita nell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci, alla Basilica di San Benedetto e al cantiere della torre civica a Norcia. Qui ha anche donato una copia della Costituzione ai bambini coinvolti nel progetto della fondazione Rava che ha portato alla pubblicazione del libro Aicron – Storie di una ricostruzione fantastica: «E’ un pezzo d’Italia con una profonda ferita ed è inaccettabile che la ricostruzione sia in evidente ritardo. Non si tratta di porre fine a disagi di famiglie ed imprese: qui c’è un rischio molto elevato perché la mancata ricostruzione di intere comunità locali cancella l’identità».
CASELLATI A SPOLETO: FOTOGALLERY – VIDEO
VIAGGIO NELL’ANFITEATRO ABBANDONATO: FOTOGALLERY – VIDEO
«Dare alla ricostruzione stesse regole dell’emergenza» Sul quartiere abbandono di Spoleto, Casellati ha parlato «di una situazione inaccettabile, perché – ha detto – mi pare che sia tutto fermo e ci si dovrebbe preoccupare molto di dare vita a questo spazio, centralissimo, che potrebbe incentivare l’economia e il turismo di questa città, mentre vediamo solo una situazione di inaccettabile abbandono che si protrae in maniera ingiustificata da troppo tempo». Quindi la ricostruzione post sisma che, a due anni dal terremoto del 30 ottobre 2016 che ha sconquassato Norcia, stenta ancora a partire: «In emergenza noi abbiamo una capacità, e ringrazio tutti i campioni di soccorso del nostro Paese, ma è il giorno dopo quello che manca, perché qui – ha detto Casellati – si inserisce burocrazia a danno dell’efficienza e invece bisogna applicare le stesse norme dell’emergenza per dare luogo a una ricostruzione tempestiva. La gente non può vivere in maniera sempre precaria, i giornalisti mi chiedono cosa possono aspettarsi i giovani dal futuro, ma se non hanno un presente normale come possono programmare». Alla domanda su cosa pensa della decisione di accentrare la ricostruzione nelle mani del commissario straordinario, relegando a ruolo «consultivo» i presidenti delle regioni colpite, la presidente ha spiegato di non «appassionarsi» a questi temi: «Ritengo – ha evidenziato Casellati – che tutte le programmazioni possano essere vincenti, l’importante che una volta fatta la scelta si vada a centrare l’obiettivo».
De Augustinis e Chianella Ad accogliere la presidente del Senato è stato naturalmente il sindaco Umberto De Augustinis, che nell’auditorium della Stella ha parlato «di una grande prova di affetto» da parte della Casellati «che – ha detto il sindaco -ha cominciato questa visita da Spoleto, finora messa in secondo piano nel piano di ricostruzione, mentre gli spoletini tengono tantissimi alla propria identità e al fatto di essere una città particolarmente importante dell’Italia centrale». A chiedere la parola anche l’assessore regionale Giuseppe Chianella che ha difeso e rivendicato l’operato «della Regione dell’Umbria, che è stata un esempio nel terremoto del ’97 e un riferimento anche in questi due anni, sia per accogliere gli sfollati che per quanto fatto poi. Siamo stati un modello anche per le norme emanate successivamente al sisma del ’97 e non è un caso che in Umbria non ci sia stato non solo un morto e neanche un ferito a seguito del sisma del 2016, questo perché la ricostruzione del ’97 è stata efficacie ed efficiente, producendo un elevato standard di resistenza sismica negli edifici privati».
Candiani dai pompieri Mentre la Casellati visitava in cratere del sisma il sottosegretario al ministero degli Interni Stefano Candiani incontrava i vigili del fuoco di Perugia, nella sede del comando provinciale, rilevando che «il terremoto ha provato in maniera massiccia strutture e personale, anche nel post emergenza. Abbiamo bisogno di dare nuove risorse umane», ma anche parlando della situazione dell’Umbria «dove c’è stata un’esperienza importante che deve essere presa ad esempio». Candiani ha ringraziato i pompieri «per quanto fatto durante il sisma» nell’ambito di un confronto servito a fare il punto sui problemi delle strutture: «Le istanze arrivate sono semplici – ha detto – i vigili chiedono di poter avere mezzi e attrezzature per fare il proprio lavoro. Diamo una garanzia: inserire tra il 2018 e il 2019 almeno 1.500 nuove unità, di cui una parte arriverà anche in Umbria, consentendo una riclassificazione in aumento di alcuni distaccamenti, penso ad Amelia, Orvieto e Norcia che deve essere valutata». All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle sigle sindacali hanno messo l’accento sulle maggiori criticità, evidenziando problemi sulla dotazione, nodo su cui il sottosegretario all’Interno, alla presenza del direttore regionale dei vigili del fuoco Raffaele Ruggiero e del comandante provinciale Michele Zappia, ha sottolineato che «Bisogna impegnarsi affinché quando vengono stanziate, le risorse arrivino pi§ velocemente».
Marini: «Ricostruzione post sisma stesse regole ponte Morandi» A Terni, poi, in occasione dell’assemblea di Confindustria a tornare a palare di terremoto è stata la presidente della Regione Catiuscia Marini che «ha auspicato che per la ricostruzione post sisma vengano applicate le stesse regole che sovrintendono alla costruzione del ponte Morandi a Genova». Presente anche la presidente del Senato Casellati, la Marini ha ribadito il concetto già espresso nei giorni scorsi, dopo l’emendamento che ha declassato a potere consultivo nella gestione post sisma i presidenti delle quattro regioni terremotate: «Noi pensiamo che i cittadini siano tutti uguali. Da sempre – ha aggiunto – sindaci e presidenti delle Regioni hanno chiesto al Parlamento che regole speciali debbano sovrintendere alla gestione di emergenza e ricostruzione. Mentre i poteri di commissario vengono assegnati al sindaco di Genova per la ricostruzione del ponte- ha detto la presidente umbra – analoghi devono essere affidati alla ricostruzione sul territorio., che si fa se i protagonisti sono i cittadini, le imprese, i professionisti e le amministrazioni locali che vivono la prossimità e la problematicità con le comunità. Sono certa – ha concluso Marini – che questa mia riflessione, che interpreta anche la silenziosa riflessione degli amministratori locali sarà tenuta in debito conto nella fase di discussione in Parlamento del decreto Genova»
@chilodice
