Novità importanti per chi ha la necessità di ottenere una casa popolare in Umbria. Giovedì infatti la giunta regionale ha approvato in via preliminare un disegno di legge che modifica le norme sull’edilizia residenziale sociale. L’obiettivo è rendere più accessibili gli alloggi pubblici, eliminando alcune restrizioni che finora hanno limitato l’accesso a chi ne ha bisogno. Le principali modifiche riguardano in particolare i requisiti di accesso e permanenza negli alloggi popolari. Ecco le novità:

Le novità Residenza quinquennale: il requisito di residenza continuativa in Umbria per almeno cinque anni viene eliminato. In alternativa, sarà sufficiente un legame stabile con il territorio, dimostrabile con 12 mesi di residenza, di cui almeno sei nello stesso comune. Questa modifica segue le recenti sentenze della Corte costituzionale. Proprietà immobiliari all’estero: attualmente chi possiede una casa all’estero è escluso dall’assegnazione di un alloggio Ers, senza considerare il valore dell’immobile. La nuova legge introdurrà una valutazione più equa, tenendo conto del valore e della reale disponibilità dell’immobile, per evitare esclusioni ingiustificate.

Equità Molto discusso negli anni passati è stato il requisito dell’incensuratezza: oggi la normativa prevede che nessun componente del nucleo familiare possa avere precedenti penali per ottenere un alloggio. Con la riforma, questo criterio varrà solo per il richiedente diretto e non per reati minori. Tuttavia, il divieto resterà per i reati associativi e quelli più gravi, garantendo un equilibrio tra diritto alla casa e sicurezza. L’assessore alle Politiche abitative Fabio Barcaioli ha spiegato in una nota della Regione che la riforma «nasce dalla necessità di correggere alcune rigidità che hanno penalizzato chi ha un reale bisogno di una casa. Le modifiche proposte garantiscono un sistema più equo e rispondono ai principi di giustizia sociale». Il ddl ora inizierà il proprio iter in consiglio regionale in vista dell’approvazione finale.

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