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sabato 2 luglio - Aggiornato alle 19:31

Case popolari, dalla carta a punti alle condanne: ok alle nuove regole e a tavolo su canoni e Isee

Approvato il testo frutto delle proposte di Lega e FdI: le novità. La maggioranza: «Più equità e tutele». I dem: «Approccio ideologico e problemi costituzionali»

Case popolari a Castel del Piano

di Dan.Bo.

Dalla «Carta dell’inquilino» alle novità che riguardano tutele e casi di decadenza, dal maggiore punteggio che i Comuni potranno assegnare a seconda delle esigenze al tavolo coi sindacati sulla revisione dei canoni e non solo. A quasi due anni dall’arrivo in consiglio regionale delle proposte di legge di Lega e FdI, l’assemblea ha approvato martedì – con i soli voti della maggioranza – il testo che aggiorna la legge regionale 23 del 2003. L’atto riunisce le proposte di Lega e FdI mentre quella fatta dal Pd un anno e mezzo fa tornerà di nuovo in commissione dopo che non è stata trovata una sintesi in grado di tenerle insieme tutte e tre.

Le modifiche Tra le principali modifiche ci sono i contributi per l’adeguamento delle abitazioni anche per le persone con disabilità (e non solo per gli anziani autosufficienti), partecipazione alle graduatorie di genitori separati senza più un alloggio (in quanto assegnato al coniuge), riserve per chi ha figli minori, famiglie monogenitoriali, donne vittime di violenza, forze dell’ordine e vigili del fuoco. Quanto alla Carta, l’inquilino avrà 30 punti che verranno decurtati in caso di violazioni, mentre è previsto un incremento di due punti ogni biennio se non si incappa in alcuna contestazione.

Le condanne Molto nei mesi passati si è discusso a proposito del fatto che nessuno, all’interno del nucleo familiare, deve avere alle spalle condanne penali per alcuni tipi di reati; fatto che fa a pugni con un principio costituzionale basilare, quello secondo il quale la responsabilità penale è personale, e volendo anche con quello che stabilisce il fine rieducativo della pena. Nel testo approvato si dice che chi vuole contributi o l’assegnazione di un alloggio popolare non dovrà avere a suo carico condanne passate in giudicato per reati gravi come lo spaccio di stupefacenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; le condanne in ultimo grado di giudizio saranno fonte di decadenza per il beneficiario e il nucleo, a meno che non ci siano minori.

Emendamenti Con alcuni emendamenti – bocciati – il Pd ha provato a correggere la situazione su questi fronti; l’unico correttivo, inserito dalla maggioranza con una modifica, riguarda il fatto che se nell’appartamento abitano minori o donne vittime di violenza, queste persone potranno rimanere nelle case. Oltre a ciò, data la possibilità di situazioni familiari o socioeconomiche gravi, è rimessa ai Comuni la valutazione riguardo l’opportunità di procedere con la revoca.

La residenza Altro elemento di cui si era parlato era quello relativo agli anni di residenza. Nelle proposte originarie si stabiliva un minimo di cinque anni, ma leggi di altre Regioni in cui si fissava l’asticella a quel livello, non hanno superato il vaglio della Corte costituzionale. Nel testo approvato si dice che avrà un maggiore punteggio chi risiede da più tempo sul territorio, e che gli extracomunitari dovranno presentare documenti del paese d’origine a proposito della loro situazione reddituale e patrimoniale (il che in certi casi è operazione tutt’altro che semplice). Con la legge viene anche aumentato il numero di punti che i Comuni potranno assegnare a seconda delle necessità e una rilevazione annuale della consistenza del patrimonio e dei fabbisogni.

I canoni Nel corso del dibattito oltre a quello già citato è stato approvato un emendamento bipartisan che impegna la giunta a dare vita a un tavolo di confronto, in Terza commissione, con i sindacati degli inquilini a proposito del problema dei canoni di locazione «ai fini di una più equa distribuzione degli stessi, senza modificare in alcun modo le entrate complessive di Ater». Tema che, con l’introduzione del nuovo metodo di calcolo basato sull’Isee, è stato molto dibattuto e polemizzato.

NUOVO METODO DI CALCOLO, IL PROBLEMA DEI CANONI

I dem A margine della seduta i dem Paparelli e Meloni sostengono che il tema avrebbe meritato «un intervento più incisivo e organico», con modifiche per «estendere i diritti e aumentare la capacità di risposta del sistema pubblico, finendo per unire davvero le politiche abitative con quelle sociali così come puntava a fare la nostra proposta di legge». «Non riteniamo di certo sufficiente. – aggiungono – che la maggioranza abbia tratto direttamente dal nostro ddl una serie di temi come quello della rigenerazione urbana e delle zone sociali che rappresentano i pochi elementi di vera novità del nuovo impianto normativo». Bocciate poi anche le modifiche a proposito delle condanne, introdotte «al solo scopo di rimarcare posizioni ideologiche a tratti discriminatorie».

La maggioranza Soddisfatte invece Paola Fioroni (Lega) ed Eleonora Pace (FdI), secondo le quali la nuova legge «si pone l’obiettivo di rendere più attuale e rispondente al nuovo contesto economico e sociale la normativa esistente, ormai datata e bisognosa di una profonda revisione». «La revisione della normativa vigente – aggiungono – è stata portata avanti nell’ottica dell’equità sociale e della tutela di eguali diritti e doveri per tutti, nel rispetto della legalità e delle regole di convivenza civile».

Twitter @DanieleBovi

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