Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 15:57

Cascata tra gemellaggio Marmore-Niagara, canoni idrici e Piediluco: Enel sotto la lente

Consiglio comunale aperto sul polo idroelettrico di Terni tirato in ballo da Arvedi per l’idrogeno: opposizione chiede garanzie

di M.R.

Mercoledì a Terni sarà consiglio comunale aperto, come richiesto da M5s e altri gruppi di opposizione, sul polo idroelettrico locale recentemente passato di mano da Erg a Enel. La richiesta di seduta, oltre che dai pentastellati, è stata sottoscritta anche da Terni immagina, Pd, Senso civico ed Emanuele Fiorini del gruppo Misto. In discussione un solo atto di indirizzo a firma Cinque stelle che pone il tema di un approfondimento sulle intenzioni della nuova società, analizzando la questione a 360 gradi.

Enel «La maggior parte degli impianti idroelettrici oggetto di cessione tra le due socità – si osserva – è ubicata nella regione Umbria con 468,8 MW di potenza efficiente. Sette impianti ricadono nella provincia di Terni, circa il 95% dell’energia idroelettrica prodotta nella nostra regione. Il perimetro include inoltre 114 addetti, che attualmente si occupano del funzionamento degli impianti; attualmente – si legge ancora nell’atto – Regione Umbria e Comune di Terni non hanno promosso nessun tavolo con la nuova proprietà volto ad avere adeguate garanzie per il futuro del polo idroelettrico di Terni. Il passaggio non è stato accompagnato da nessuna interlocuzione istituzionale volta a dirimere le criticità che da decenni ruotano intorno allo sfruttamento idroelettrico dell’area della Cascata delle Marmore». In questo senso i consiglieri di minoranza fanno riferimento a interessi privati spesso in conflitto con quelli dei territori, come quelli sull’orario di apertura del flusso della cascata, le questioni inerenti il deflusso minimo vitale da rispettare, il presunto cedimento strutturale del borgo di Piediluco e altro ancora.

Terni «La Cascata delle Marmore – osservano i consiglieri – rappresenta la risorsa turistica più importante del Comune di Terni, capace di attrarre oltre 400 mila turisti l’anno. Una risorsa a cui siamo costretti a rinunciare per la maggior parte del tempo a causa dello sfruttamento idroelettrico, limitando così notevolmente lo sviluppo delle filiera turistica che può ruotare intorno a questa risorsa». È attorno a questa riflessione che dall’aula di Palazzo Spada arriva sui banchi della giunta anche la proposta di un gemellaggio con la cascata del Niagara. Recentemente, il polo idroelettrico è stato tirato in ballo anche dal cavaliere Arvedi per la produzione di idrogeno verde a supporto dell’attività di Acciai Speciali Terni. Questo un altro aspetto che finirà probabilmente all’attenzione del Comune, se non vi è già, come pure sul tavolo della Regione che con governo ha avviato il confronto per l’indispensabile Accordo di programma propedeutico all’investimento da un miliardo proposto dal gruppo di Cremona per il sito siderurgico di viale Brin.

I commenti sono chiusi.