di M.R.
Il tasso di affollamento carceri ufficiale ha raggiunto a livello nazionale il 119,3 per
cento; i tassi più alti a livello regionale si continuano a registrare in Puglia (152,1 per cento), Lombardia (143,9 per cento) e Veneto (134,4 per cento). Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto Antigone del marzo scorso che evidenzia come oggi ci vorrebbero circa 40 nuove carceri, per un costo di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Somme a cui si dovrebbero aggiungere anche quelle, ingenti, per assumere almeno 300 poliziotti a carcere, e quindi altre 12 mila unità di Polizia Penitenziaria, oltre a tutte le altre figure professionali, e ai servizi necessari per far funzionare gli istituti. Nel dossier in evidenza la piaga dei suicidi e più in generale delle morti in carcere.
Carceri Nel rapporto di Antigone si evince anche che l’Umbria è la regione d’Italia in cui più volte si è applicato l’isolamento, in particolare a Capanne, con una media di 117,91 provvedimenti di isolamento disciplinare applicati nel 2022 per ogni 100 detenuti; a
seguire ci sono Orvieto (99,78) e Spoleto (40,57). Perugia è anche uno degli istituti
con il più alto tasso di detenuti stranieri (59,6 per cento); la carenza di personale è una delle
criticità sistemiche che attanagliano gli istituti penitenziari, con un rapporto detenuti/agenti attuale pari a 1,96 detenuti per agente, 2 detenuti per agente in Umbria, a fronte di una previsione di 1,5; l’affollamento e la carenza di personale determinano altresì la mancanza di un’adeguata copertura di cure sanitarie, pochi fondi per la formazione e per il lavoro, anche in vista del reinserimento sociale.
Detenuti A fronte di condizioni di vita di chi si trova in questi spazi ristretti e non adeguati, condannato o lavoratore che sia, si continuano a introdurre nuovi reati, inasprendo persino le pene. Con il risultato che le carceri sono piene, non c’è personale sufficiente a gestire numeri elevatissimi, è messa a dura prova la sanità penitenziaria e non si investe nella formazione, strumento indispensabile per la rieducazione; in Umbria risultano essere sempre più frequenti episodi di violenza e di aggressione tra detenuti e tra questi ultimi e il personale della polizia penitenziaria e nel territorio regionale non è presente alcuna residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza da destinare alla popolazione carceraria affetta da disturbi psichici e più complessivamente il sistema carcerario italiano non è dotato di un efficiente servizio psichiatrico con specialisti medici all’interno di ogni struttura penitenziaria a fronte dell’elevato numero di detenuti che presentano disturbi psichici.
Le iniziative politiche Su tutti questi aspetti, la deputata umbra Anna Ascani ha interrogato il ministro della Giustizia per sapere se e quali iniziative intenda adottare per: ridurre il sovraffollamento; rafforzare il personale di servizio nelle carceri italiane; intervenire sulle strutture carcerarie, con interventi di manutenzione e ristrutturazione, anche al fine di assicurare una piena ed effettiva tutela della salute dei detenuti a partire da quelli psicologicamente più fragili. La stessa interrogazione è stata presentata al Senato dall’esponente Pd Walter Verini assieme ad altri Dem.
