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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 17:07

Campagna elettorale, il cambio di rotta di Salvini e il rischio per le civiche di un voto molto politico

Il leader leghista ha piantato la tenda in Umbria trasformando le elezioni in una sfida. La calata dei big nella regione

Salvini e Tesei a Terni (foto U24)

di Daniele Bovi e Chiara Fabrizi

Dal marittimo Papeete al lacustre Faliero, dalla Norcia terremotata a Ponte San Giovanni. Matteo Salvini ha sostanzialmente piantato la tenda in Umbria, trasformando il voto del 27 ottobre nel Cuore verde nel primo elettrocardiogramma per il governo giallorosso; quasi una sfida personale e una prima rivincita dopo la crisi del Papeete che ha ammaccato la leadership di Salvini. In poche settimane, dopo l’harakiri agostano, l’Umbria è dunque diventata un test nazionale e mai come in questa occasione gli occhi della politica saranno puntati tutti qui. Prova ne è l’arrivo in massa dei big nazionali, che saranno più volte presenti in Umbria. Dopo il tour al Trasimeno e quello nell’area dell’Altotevere, di Terni e della Valnerina, mercoledì e giovedì Salvini sarà di nuovo in Umbria, mentre Zingaretti aprirà domenica la campagna elettorale di Vincenzo Bianconi.

ZINGARETTI E SALVINI IN UMBRIA

IL SONDAGGIO: TESEI AVANTI DI 4 PUNTI

Cambio di rotta L’idea originaria, però, come spiegano fonti leghiste, non era quella di battere palmo a palmo l’Umbria. In tutto Salvini avrebbe dovuto essere presente nella regione per meno di dieci giorni, concentrando l’attenzione sostanzialmente sui maggiori centri. Con le prossime tappe però i giorni passati in terra umbra sono già molti, e quindi l’impegno del leader leghista potrebbe anche essere doppio. In questa prima fase Salvini si concentrerà sui piccoli centri, per poi spendersi in quelli più grandi nella fase finale. Ma quando è maturata questa svolta? Secondo alcuni la nuova fase, oltre che dettata dal nuovo quadro nazionale e dalla consapevolezza che di scontato non c’è nulla, coincide con l’arrivo dell’ex commissario Stefano Candiani, quando cioè si è rimesso mano alla lista a partire dai due assessori ternani inseriti in lista; una mossa servita a rafforzare la compagine leghista: a Terni la Lega ha viaggiato su percentuali alte sia alle comunali che alle europee, e quindi anche per la commissaria Barbara Saltamartini il 27 ottobre sarà un test.

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TESEI, L’APERTURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

L’asticella Tra le fila leghiste c’è la consapevolezza che l’asticella è altissima: alle europee il partito in Umbria ha preso il 38% e i sondaggi la danno stabilmente sopra il 30%. La lista, considerata da alcuni non troppo forte in quanto a capacità di rastrellare preferenze, sarà in grado di toccare quelle vette? Di sicuro, questo il ragionamento, la presenza del leader aiuta ma una certa ‘ansia da prestazione’ c’è. Quello che bisogna capire è se la presenza massiccia di Salvini pagherà o no in termini elettorali. Secondo alcuni leghisti il leader riempie le piazze e sposta voti, anche se sul piano mediatico la figura di Donatella Tesei – diversissima da quella del leader – rimane nel cono d’ombra. Da valutare poi la possibile entità del fenomeno opposto, cioè della polarizzazione dello scontro e quindi dell’effetto referendum sulla figura di Salvini e sul governo giallorosso. Da misurare anche un’altra variabile: quanto questa attenzione sull’Umbria – mai così alta – avrà effetti sull’affluenza che, nel 2015, ha toccato il punto più basso (55%) dal 1970?

Un voto politico Come sottolineato più volte nel corso delle tante analisi fatte da più parti nel corso degli anni, il voto regionale si colloca un po’ a metà strada tra quello politico e quello amministrativo; in questa occasione, però, visto quanto detto in precedenza e lo schieramento dei big, la bilancia potrebbe pendere pendere più verso il versante politico, con la conseguenza di schiacciare le liste civiche in campo. E a proposito di big (da sottolineare la presenza di un segretario nazionale come Zingaretti per l’apertura di una campagna elettorale, e non per uno degli eventi di chiusura come accaduto ogni tanto), in Umbria tornerà anche la leader di FdI Giorgia Meloni (l’appuntamento è per il 10 ottobre, e in agenda dovrebbero esserci altri tre o quattro appuntamenti), mentre Forza Italia schiererà alcuni volti freschi con la volontà di rappresentare un centrodestra moderato, che non vuol farsi fagocitare del tutto dal sovranismo di Lega e Fdi: prima della metà di ottobre dovrebbero arrivare in Umbria Mara Carfagna (punto di riferimento dentro Forza Italia per quelli più critici nei confronti di Salvini), l’ex sindaco di Pavia Flavio Cattaneo e la deputata Giusy Versace.

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