«No alla spogliazione di Terni dei centri direzionali, soprattutto quando questo processo ha ripercussioni sul tessuto economico del territorio e quindi su cittadini e in questo caso imprese». Con queste parole la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Spada Lucia Dominici, ha introdotto il deputato Raffaele Nevi, intervenuto a Terni per presentare un nuovo disegno di legge già depositato agli uffici competenti della Camera per la fase istruttoria.
No soppressione Camera di commercio di Terni I funzionari ne verificheranno la compatibilità tecnico-costituzionale e il testo potrebbe essere sottoposto a modifiche prima ancora di scontare l’iter parlamentare. È anche per questa ragione che Nevi, assieme agli altri rappresentanti del partito di Forza Italia in ambito provinciale, ha inteso illustrarne i contenuti nella sala consiliare del Comune di Terni, lunedì mattina. La sua proposta è che «il sistema camerale sia riorganizzato dalle Regioni, su proposta di Unioncamere e sentite le organizzazioni imprenditoriali».
Disegno di legge La proposta di Nevi, elaborata assieme al deputato brindisino D’Attis, tende cioè a superare la cosiddetta Legge Madia, per la quale è prevista una riduzione delle Camere di commercio a 60 unità, rispetto alle 105 attuali. Un provvedimento inserito nel solco di una continua spending review. «Le esigenze di economicità dello Stato non possono non tener conto delle esigene dei territori – ha detto la Dominici in conferenza stampa -». «C’è di più – ha sottolineato Nevi -, da questa riduzione di enti camerali non si ottiene alcun risparmio». Un elemento questo emerso già in occasione dell’ultima riunione del Comitato No soppressione, di cui fanno parte sindacati, rappresentanti del cooperativismo, associazioni di categoria e ora pure tantissimi sindaci del territorio.
Forza Italia Nel comitato convivono dunque diverse forze politiche e, come ha detto Sergio Bruschini in qualità di coordinatore provinciale di Fi, «non è escluso che possiamo aderirvi come partito». Potrebbe trovare spazio anche questa questione alla riunione del direttivo fissata per lunedì sera, ma certo di carne al fuoco non manca. La situazione interna a Fi non è così tranquilla. Che Federico Brizi covasse malumori, parecchi esponenti del partito lo sapevano ma che Valeria D’Acunzo lo seguisse questo nessuno se l’aspettava. Di indiscrezioni ne circolano tante: dall’adesione al gruppo misto di altri consiglieri di maggioranza (Lega), sino all’ipotesi di un rimpasto della giunta Latini.
Il partito Nulla di ufficiale e Nevi vuole andare oltre: «No al gossip, i nostri rapporti con la Lega sono buoni e l’amministrazione ternana sta facendo bene. Non ci soffermiamo su chi, per ragioni personali, abbandona la nave e tradisce l’elettorato. Ci occupiamo del nostro territorio come promesso in campagna elettorale e questo disegno di legge che ho presentato a difesa della Camera di commercio di Terni muove in questa direzione. Trovo che l’ente camerale sia un presidio importante. L’iter per la riduzione non è passato neppure per la Conferenza Stato-Regioni. Non diciamo no alle fusioni, ma vanno fatte con intelligenza e in questo senso le Regioni riteniamo che possano coordinare i processi con cognizione di causa».
Raffaele Nevi Il deputato Fi si è reso disponibile ad un confronto con le parti interessate anche per migliorare eventualmente il testo del Ddl. Alla conferenza stampa di presentazione, presenti il presidente della Camera di commercio Giuseppe Flamini, il direttore generale Giuliana Piandoro, membri della giunta dell’ente e qualche esponente del Comitato No soppressione Camera di commercio. Per vincere la battaglia, Nevi ha fatto appello all’unità.
