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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:15

Camera e Senato, ecco i nuovi collegi elettorali dell’Umbria. Trasimeno diviso

Approvato il decreto legislativo con il nuovo schema. Ma in ballo c’è il Brescellum che potrebbe cambiare ancora le carte in tavola

I nuovi collegi (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Mentre la nuova legge elettorale è da mesi su un binario morto, il governo ridisegna i collegi elettorali. Con la netta vittoria dei Sì al referendum di settembre e con la conseguente entrata in vigore del taglio dei parlamentari, il governo Conte martedì ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che «introduce – spiega Palazzo Chigi in una nota – norme relative alla determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica». La definizione è stata fatta sulla base della proposta di una commissione tecnica, composta da dieci persone e guidata dall’ex presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Con il taglio del numero dei parlamentari l’Umbria è passata da 16 (17 dopo il caso che ha coinvolto la senatrice perugina del M5S Emma Pavanelli) a 9: in tutto i deputati saranno sei e i senatori tre.

INTERATTIVO: LA MAPPA DEI NUOVI COLLEGI

Cosa cambia Rispetto all’assetto attuale novità per l’Umbria ci sono sia alla Camera che al Senato. Partendo dalla prima, i collegi dell’uninominale passano da tre a due: niente più quindi Perugia 1, Perugia 2 e Terni ma solo Umbria 2 e Umbria 1. Come si può vedere dalla mappa realizzata da Umbria24, nel primo ci sono le aree del Perugino, parte della fascia appenninica, l’Alto Tevere, l’Assisano e solo parte del Trasimeno; il comprensorio lacustre infatti viene diviso in due zone: comuni come Passignano, Tuoro e Magione sono con il Perugino mentre altri come Castiglione, Paciano, Panicale, Piegaro e Città della Pieve sono nell’Umbria 2. Lo stesso assetto territoriale viene replicato per il plurinominale al posto del collegio unico. Per quanto riguarda il Senato invece, addio ai due collegi di Perugia e Terni: per eleggere i tre senatori che spetteranno all’Umbria c’è il collegio unico.

D’Incà Il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà si dice «molto soddisfatto» e spiega che l’esecutivo «ha integralmente fatto propria la proposta della commissione tecnica, senza esercitare alcuna forma di discrezionalità politica perché è necessario assicurare la massima neutralità nella delineazione territoriale dei collegi». Il tema è ovviamente delicatissimo per le conseguenze che ha sulla rappresentanza e il ministro promette che tutti i documenti e i dati rilevanti per analizzare i nuovi collegi «saranno trasmessi alle Camere (essendo un decreto legislativo, a differenza del ‘normale’ decreto legge non è prevista il passaggio in aula per l’approvazione, ndr) e pubblicati sul sito del Dipartimento per le riforme istituzionali, in un’ottica di massima trasparenza».

Il taglio Teoricamente, quindi, sistemato il capitolo collegi in caso di crisi si potrebbe andare subito al voto, ma così molto probabilmente non sarà dato che il governo e i partiti che lo sostengono vorranno arrivare – sempre che riescano a reggere l’impatto della crisi economica e sanitaria – almeno all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, prevista nel primo trimestre del 2022. Sullo sfondo rimane però il nodo della nuova legge elettorale.

La legge elettorale Se si votasse con l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, il 36% dei seggi verrebbe assegnato col maggioritario a turno unico in collegi uninominali, mentre il restante 64% col proporzionale in collegi plurinominali. In ballo c’è però il Brescellum, la nuova legge elettorale impantanata da mesi in parlamento visto che su molti punti, in maggioranza, non c’è un accordo. In caso passasse così com’è, il Brescellum introdurrebbe un sistema integralmente proporzionale, con abolizione dei collegi uninominali, soglia di sbarramento al 5% e il cosiddetto diritto di tribuna per i piccoli partiti. Da definire poi il tema, importantissimo, della scelta tra liste bloccate e preferenze, mentre con un’altra legge delega andrebbero nuovamente determinati i collegi plurinominali.

Twitter @DanieleBovi

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