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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 10:22

Bonus bebè, lettera dei giuristi Asgi alla Regione: «È anticostituzionale, modificatelo»

Nel mirino dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione il requisito della residenza da almeno cinque anni in Umbria

Un neonato

«È ormai pacifico che la richiesta di una residenza continuativa per l’accesso a una prestazione sociale sia indirettamente discriminatorio nei confronti dei cittadini stranieri, che statisticamente vantano di un’anzianità di residenza molto inferiore rispetto ai cittadini italiani in quanto hanno la tendenza ad avere maggiore mobilità». A dirlo è l’Asgi, l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione a proposito del bonus bebè varato recentemente dalla giunta regionale umbra; un provvedimento che, nel complesso, dovrebbe riguardare circa 800 famiglie con figli nati nel periodo compreso tra il primo ottobre 2020 e il 30 settembre 2021 e, per quanto riguarda il reddito, un Isee non superiore a 40 mila euro.

IL BONUS E I CRITERI

Anticostituzionale Oltre a ciò c’è «un parametro del tutto estraneo alla considerazione del bisogno, cioè la residenza in uno dei Comuni della Regione Umbria da almeno cinque anni continuativi». L’Asgi ricorda che «la Corte costituzionale ha una giurisprudenza granitica nell’affermare che non vi è alcuna ragionevole correlazione tra la residenza e il bisogno: le sentenze 44/2020, 7/2021 e 9/2021 hanno affermato che i criteri di erogazione di una prestazione o servizio sociale che prescindano dalla considerazione del bisogno (e in particolare i criteri che valorizzano la residenza pregressa) sono incostituzionali per contrasto con l’articolo 3 della Costituzione».

OTTO CONSIGLIERE DEL CPO: «SCELTA DI CORTO RESPIRO»

La lettera e le critiche Per questi motivi l’Associazione ha inviato una lettera alla Regione chiedendo di modificare la delibera «e di eliminare il requisito discriminatorio». L’atto contiene però anche elementi giudicati positivi, come il requisito per cui sia sufficiente un permesso di soggiorno di durata non inferiore ai sei mesi, «anticipando quella che dovrebbe essere la modifica all’articolo 41 del Testo unico sull’immigrazione attualmente in discussione al Parlamento». L’Asgi invita quindi tutte le persone straniere a presentare comunque la domanda. Il provvedimento, nei giorni scorsi, era stato criticato anche da otto consigliere del Centro per le pari opportunità.

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