Due anni fa l'elezione a sindaco dell'ex assessore della giuna Locchi (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A due anni dalla conquista di palazzo dei Priori il sindaco Wladimiro Boccali riunisce la sua tavola rotonda di assessori al castello di Monterone per delineare le linee guida della restante parte della legislatura. Location di gran fascino la cui scelta non è stata casuale: in alcune sale del castello a pochi chilometri dal centro cittadino i telefoni cellulari rimangono muti causa mancanza di segnale. Così gli assessori non vengono disturbati, non si distraggono e la concentrazione ne guadagna. Escamotage che potrebbe essere ripetuto anche in altre occasioni, tanto ormai Boccali ha in mente la mappa della «no cel zone» cittadina.

Il fantasma della manovra Con i tagli agli enti locali e il fantasma non del castello di Monterone bensì di una manovra da 40 miliardi di euro, così come prospettato dall’ultima relazione della Corte dei Conti, a turbare i sonni di tutti i presenti ci sono le questioni di carattere finanziario. «E indovinate un po’ – ci si chiedeva al tavolo – su chi si abbatterà la manovra». Ovviamente, è la risposta, sugli enti locali. La preoccupazione per la situazione economico-finanziaria è palpabile, con Boccali che ha chiesto ai suoi di focalizzare l’attenzione su alcune priorità. Una di queste è la semplificazione amministrativa, sfruttando l’asse con la giunta regionale e con il ddl sulla semplificazione recentemente varato da palazzo Donini.

Semplificazione e opere pubbliche Il Comune si dovrà preparare dal punto di vista normativo anche collaborando con la Regione. «In questo momento – ha detto il sindaco – a imprese e cittadini bisogna dare una risposta». Possibilmente rapida. «Noi – ha continuato – dobbiamo essere “partner” di chi decide di investire». Gli altri punti su cui concentrarsi saranno il decentramento e la qualità urbana. Per quanto riguarda le opere pubbliche, e in particolareil minimetrò, Boccali ha ribadito quanto detto anche in sede di conferenza stampa di fine anno. E cioè che nel giro di qualche mese con la Regione andrà definita quale sarà la tecnologia più consona a servire la parte Nord della città. Entro la fine della legislatura poi dovrà essere tagliato il nastro di San Matteo degli Armeni e dell’auditorium di San Francesco al Prato. A dopo l’estate è stata invece decisa la convocazione di una sorta di stati generali della città.

Il summit di maggioranza Un tavolo permanente di confronto sulla città è stato invece deciso nel corso della riunione di maggioranza di martedì pomeriggio tra tutti i partiti del centrosinistra. Partecipazione e ciclo dei rifiuti gli argomenti ritenuti prioritari nel corso del summit in casa Pd a piazza della Repubblica. «Con l’incontro di oggi – è detto in una nota unitaria -, il centrosinistra perugino ha ribadito la massima collaborazione tra partiti e gruppi consiliari allo scopo, in primo luogo, di assicurare un governo della città all’altezza delle sfide. Nei prossimi giorni, inoltre, i partiti della coalizione si spenderanno, unitariamente, sul territorio per il successo del Referendum indetto per il 12 e 13 giugno».

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