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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:34

Battaglia sul voto cattolico, Fora e Giro sul Family day umbro: «Strumentalizzano la famiglia»

Il candidato e l’ex sottosegretario a Perugia: «È una provocazione elettorale. Il problema è il metodo» Le proposte

Al centro Andrea Fora e Mario Giro (foto U24)

di Daniele Bovi

Il problema non sono tanto i contenuti del «manifesto valoriale», quanto il metodo portato avanti dai promotori del Family day umbro in programma giovedì pomeriggio a Perugia: «La famiglia non è un tema di proprietà privata di qualcuno. È una provocazione elettorale e una manipolazione alla quale vogliamo reagire». Giovedì mattina a Perugia Andrea Fora e l’ex sottosegretario Mario Giro, leader di Demos, si sono dati appuntamento insieme alla candidata Maria Laura Tufi e al coordinatore regionale del movimento Riccardo Vescovi, per spiegare cosa pensano dell’iniziativa perugina alla quale parteciperanno Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e presentare quelle che sono le loro proposte per le famiglie. Una vera e propria battaglia per conquistare il voto cattolico e per non lasciare il monopolio su un tema, quello della famiglia, al mondo ultraconservatore del Family day appoggiato da Lega, Fi e Fdi.

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Giro in Umbria «Da cattolico praticante e militante – attacca Giro – non avrei dato in pasto la famiglia a un’operazione elettorale. Non ce l’ho con la destra, con Pillon o con i leghisti, bensì con gli organizzatori che hanno escluso scientemente una parte. Si ripete la stessa storia di sempre, quella della divisione tra i cattolici del sociale e quelli della morale. Siamo completamente contrari a questa impostazione». L’ex sottosegretario del governo Renzi spiega di non avere nulla contro il manifesto ma che «visto che siamo in una Repubblica laica non si possono fare certe imposizioni. Quella di Perugia è una battaglia puramente elettoralistica e strumentale. Non prendiamo le distanze dal Family day, al quale ho partecipato, ma da come viene strumentalizzato». Fora va all’attacco di Pillon sostenendo che il vero obbiettivo è quello di «aggregare i voti cattolici sulla destra: il fatto che sia stato impedito a singoli candidati consiglieri cattolici di firmare il documento in assenza della firma del candidato presidente è il segnale che si tratta di una operazione elettorale».

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La spaccatura Il capolista della lista «Bianconi presidente» parla dei tre leader nazionali come di persone che «straparlano» di valori che non vivono, «e qui mi fermo per decenza», attacca chi «brandisce il rosario nelle sue arringhe elettorali» e spiega che il metodo usato non gli piace: «Sarebbe stato molto più onesto dibattere serenamente sul tema». «Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con Salvini non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore». Sullo sfondo si intravvede dunque la vera spaccatura nel mondo cattolico, dove da una parte ci sono alcuni vertici della Chiesa (come il presidente della Cei Bassetti) e dall’altra chi, come la Lega e i cattolici più conservatori, ha visioni diametralmente opposte su alcuni temi (ad esempio l’accoglienza e l’immigrazione, ma non solo).

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Fora e Bassetti «Noi – rispondono Fora e Giro – pensiamo che i cattolici debbano essere fedeli al Vangelo. Creare spaccature non ci appartiene». E se si parla al candidato di un ‘gradimento’ del cardinale sulla sua figura e di un possibile ruolo attivo del porporato, Fora liquida così la questione: «Non c’è mai stata una candidatura di Bassetti». Ma come la pensa Fora su certi temi? «Da cattolico» sottolinea di essere contro la sperimentazione della pillola abortiva Ru486 e contrario all’eutanasia. Quanto alla legge regionale contro il bullismo omofobico, della quale il Family day chiede l’abolizione, Fora osserva che «può essere migliorata», che «va combattuta ogni forma di discriminazione» e che «la Regione non può intervenire sull’educazione all’affettività». Apertura anche su un’altra richiesta del Family day: «Possono esserci – dice – processi diversi per la selezione del garante dell’infanzia».

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Le proposte Quanto al pacchetto di proposte per la famiglia, Fora ha messo sul tavolo, tra le altre cose, l’idea di cofinanziare il 40% dei mutui per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie, un assegno mensile per ogni nuovo nato fino al compimento del terzo anno, deleghe al welfare e famiglie integrate con sviluppo economico e sanità, superamento dei parametri Isee per l’accesso ai servizi e realizzazione di culle per la vita (altri due punti presenti nel manifesto del Family day) e procedure più snelle per le adozioni. Tra le proposte anche sportelli di ascolto contro ogni tipo di violenza, più aiuti e assistenza scolastica per i ragazzi disabili, convenzioni con strutture private per mettere a disposizione medici e infermieri per la cura degli anziani o dei disabili a domicilio, più fondi per nuove residenze protette e via così. La battaglia per conquistare i voti del mondo cattolico va avanti.

Twitter @DanieleBovi

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