Ancora non si spegne la polemica dovuta ai toni e al linguaggio utilizzato dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, nei confronti degli operai del Comune, convocati e aspramente criticati dal primo cittadino lo scorso lunedì. L’incontro, convocato all’ultimo minuto, è stato immediatamente contestato dalle organizzazioni sindacali escluse ma non sorprese dai toni di Bandecchi. Diverse le reazioni anche del mondo della politica.
Centrosinistra Il neo segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini, in una nota scrive: «Le istituzioni dovrebbero essere un punto di riferimento, una garanzia di equilibrio e responsabilità. Quanto accade a Terni ci impone una riflessione seria e una presa di posizione netta. In questi giorni, nella città di Terni, si sono intrecciati due differenti dibattiti: il primo che ha riguardato il tema del riequilibrio territoriale, il secondo che ha interessato i lavoratori del Comune. Due questioni molto differenti, caratterizzate però da un preoccupante filo conduttore: il linguaggio aggressivo e divisivo, unito a un approccio autoritario e muscolare. Un approccio che non soltanto mina il confronto democratico, ma danneggia profondamente il tessuto sociale e produttivo della città. A Terni serve una guida che sappia tenere insieme, non dividere. Che valorizzi le competenze e le energie del territorio, invece che alimentare conflitti. Siamo pronti – ha aggiunto Bernardini – a sostenere un impegno concreto per riportare lavoro pubblico qualificato, sedi decisionali e rappresentanza a Terni e nella provincia. Mentre si discute di cartine e di confini, infatti, si perde di vista il tema centrale legato al riequilibrio delle funzioni. Un tema che andrebbe affrontato con serietà e collaborazione istituzionale».
Lettera ai lavoratori La consigliera regionale Dem, Maria Grazia Proietti, ha invece pubblicato una lettera aperta a lavoratrici e lavoratori: «Vi scrivo perché quanto accaduto nei giorni scorsi durante l’incontro con il sindaco di Terni mi ha profondamente colpita e indignata. Ho visto il video dell’incontro diffuso online e ho letto le ricostruzioni circolate sulla stampa locale. Ne emerge un quadro che non posso, né voglio, lasciare senza risposta. Il rispetto per chi lavora non è un favore: è un dovere istituzionale e civile. I toni offensivi, le minacce di ‘mandare a casa’ i dipendenti e le frasi irrispettose rivolte a chi beneficia dei diritti previsti dalla legge 104/92 non solo feriscono le persone direttamente coinvolte, ma minano la dignità dell’intero corpo dei lavoratori comunali e, con essa, la fiducia della comunità ternana nelle proprie istituzioni. L’assenza di un confronto strutturato con le rappresentanze sindacali – prosegue – aggrava ulteriormente la situazione, così come le modalità da ‘processo pubblico’ di un confronto che avrebbe dovuto essere privato, tenutosi invece in modo del tutto immotivato alla presenza della stampa. I tavoli di partecipazione non sono un orpello burocratico: servono a risolvere problemi reali sui diversi aspetti del lavoro come l’organico, i mezzi, la sicurezza, le turnazioni, e a farlo nel rispetto del contratto collettivo e delle leggi. Quando questi passaggi saltano, si alimentano tensioni, sfiducia e conflitti. Resto a disposizione per incontrarvi – conclude – ascoltare nel dettaglio i problemi quotidiani e costruire, passo dopo passo, una piattaforma di proposte da sostenere nelle sedi istituzionali competenti».
Centrodestra «Ciò che oggi colpisce è il metodo con cui il sindaco ha scelto di esporre pubblicamente – con toni durissimi e generalizzazioni inaccettabili – un gruppo di persone, prima ancora che di dipendenti comunali, nel caso specifico gli operai del nucleo manutentivo». Queste invece le parole del coordinamento comunale di Fratelli d’Italia. «Se esistono inefficienze, assenze o comportamenti non adeguati, è dovere dell’amministrazione intervenire con gli strumenti previsti dal diritto del lavoro, ma nel rispetto delle regole, per esempio con il licenziamento per giusta causa per insufficiente rendimento o comunque con provvedimenti disciplinari. Esporre, invece, pubblicamente dei lavoratori come esempio negativo da additare alla cittadinanza è un gesto disumano e, francamente, inaccettabile.
Ancor più faziosa è la visione distorta della funzione pubblica che emerge da queste esternazioni, tesa, come sempre, a raccontare ciò che non è: il sindaco non ha assunto nessuno e non ha potere diretto sui dipendenti comunali, perché essi non sono ‘suoi dipendenti’, ma lavorano per l’amministrazione, nel rispetto della distinzione tra potere politico e gestione amministrativa. È questa distinzione che garantisce equilibrio, legalità e buon andamento della cosa pubblica». Sui suoi profili social il segretario di Forza Italia Terni, Antonio De Angelis, commenta: «Ennesimo vergognoso show in favore di telecamera (e alla ricerca di qualche like facile su Instagram e Tik Tok) del sindaco di Terni Bandecchi. Una pubblica umiliazione dei dipendenti comunali, accusati di essere poco efficienti e troppo assenti. Una palese condotta antisindacale. Accusa che diventa oltremodo ridicola, visto che proviene da un sindaco che trascorre in Comune soltanto poche ore al giorno, per pochi giorni alla settimana».
