di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi
Paradiso, inferno, jeep con altoparlanti, regolamenti scagliati da una direzione all’altra ad altezza uomo, esposti e diluvi di mail. Gli ultimi giorni di campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si fanno più ruvidi. Questo mentre venerdì alle 12 Bersani sarà insieme agli operai della Tk-Ast e mentre da piazza della Repubblica, sede del Pd regionale, spiegano come nella giornata di giovedì siano arrivate almeno un migliaio di mail di persone che vorrebbero iscriversi per votare domenica. Le possibilità però, dicono, sono vicine allo zero. Secondo quanto rimarcato anche oggi dal comitato umbro «saranno ammessi al voto (entro le 20 di venerdì, ndr) tutti coloro che hanno votato domenica scorsa – è scritto in una nota -, coloro che si sono preregistrati entro il 25 novembre e i preregistrati online che non hanno completato la preregistrazione. Potranno, altresì, partecipare al voto coloro che dimostrano di non aver potuto effettuare la preregistrazione per cause indipendenti dalla propria volontà». Preregistrazione che in questi due giorni si può fare anche via fax, oltre che via mail.
Guerra di nervi In base a tutto ciò i coordinamenti provinciali (formati da un rappresentante per partito più quelli dei candidati) prenderebbero in considerazione solo quei casi dove si dimostri l’impossibilità di essersi potuti registrare tra il 4 e il 25 novembre. Secondo quanto noto l’assenza dell’ok (da ricevere via mail) ha come conseguenza l’impossibilità di votare domenica. A scatenare la vera e propria rissa accompagnata da una guerra di nervi e di propaganda andata avanti per tutto il giorno sulle agenzie e sui social network, un’inserzione apparsa su alcuni quotidiani in cui la «Fondazione Big Bang», vicina a Matteo Renzi, ha chiamato al voto in massa per il ballottaggio spiegando che anche i non registrati potranno farlo via email entro venerdì sera alle 20. Appello che ha scatenato un mail bombing anche tramite il sito domenicavoto.it. Un’iniziativa lecita per Renzi e soci, mentre per il Collegio dei garanti è stato un palese tentativo di disinformazione e inquinamento del voto. E così tutti i candidati, da Vendola a Puppato, hanno fatto un esposto ai garanti che sarà esaminato venerdì intorno alle 13.
Il paradiso di Berlinguer Durissimo Berlinguer (Luigi), che incontrando la stampa ha anche citato il caso di un comitato di Trevi che avrebbe inviato un messaggio con l’esortazione «scatenate l’inferno». «Siamo rimasti un po’ colpiti da un messaggio che abbiamo casualmente intercettato – ha detto – in cui si chiede di portare tanta gente a votare e di scatenare l’inferno. Noi vogliamo costruire il paradiso, vogliamo uno svolgimento regolare ma anche gioioso delle primarie e non ci va bene l’idea di inferno». Insomma, la citazione presa da Il Gladiatore, film del 2008 con Russel Crowe, non è piaciuta a Berlinguer. La giornata va avanti con il tam-tam sulle agenzie. Non è vero, spiega in sostanza Roberto Reggi, numero uno della campagna di Renzi, che le norme sono state decise all’unanimità come sostengono i garanti: «Il regolamento delle primarie non è mai stato approvato né dall’assemblea né dai delegati dei candidati».
Guasticchi in jeep E il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti rincara la dose sostenendo che il regolamento delle primarie, sul ballottaggio, è stato modificato dopo il primo turno con una delibera che contraddice lo stesso regolamento. Nel mirino c’è la «delibera 25» che inserisce il «controllo delle motivazioni» sulla non partecipazione al primo turno e la decisione «all’unanimità» del comitato provinciale. Tutte norme, spiega Ceccanti, che non erano inserite nel regolamento. Deroghe o non deroghe comunque, il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi si fa fotografare dentro «la mia jeep» e si prepara in queste ultime battute per «convincere gli indecisi: nel mio tour – si legge in una nota – ho ripristinato il vecchio modo di fare politica. Ho deciso di andare in giro con la mia jeep, con il materiale propagandistico nell’auto e, se sarà possibile, voglio anche sperimentare i megafoni che ho posizionato sopra il tetto dell’auto». «Dopo il lavoro che ogni giorno svolgo in Provincia, vado in giro per contattare giovani e anziani, per parlare con loro e convincerli a votare tutti insieme, nonni e nipoti, Matteo Renzi che adesso rappresenta davvero una speranza per tutti».


Comments are closed.