I banchi di una scuola

di D.B.

La Regione è pronta a ricorrere al Tar contro la proposta ministeriale sul dimensionamento delle autonomie scolastiche. A renderlo noto è l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli.

I numeri Nonostante la riduzione del taglio complessivo delle autonomie a livello nazionale – passate da 167 a 80 in meno rispetto al precedente decreto del 2023 – la Regione non vede alcun miglioramento. La bozza presentata in vista della Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni del prossimo 7 maggio conferma per l’Umbria le stesse 130 autonomie scolastiche già previste, senza alcun incremento. Una situazione che, secondo Barcaioli, penalizza ingiustamente l’Umbria, a differenza di quanto avvenuto in realtà simili come Liguria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, alle quali sono state riconosciute due autonomie in più.

Barcaioli «È inaccettabile – ha detto Barcaioli – che l’Umbria sia l’unica regione a non beneficiare di alcun adeguamento. Il nostro sistema scolastico non può continuare a essere trattato come marginale». Il piano ministeriale, inoltre, impone la soppressione di quattro autonomie entro il 31 dicembre 2025. A questa disparità si aggiunge, secondo la Regione, una sistematica sottostima degli alunni umbri nei calcoli ministeriali. Per l’anno scolastico 2024/25 le iscrizioni effettive sono state pari a 107.683, con una previsione di 105.204 per l’anno successivo. La base dati su cui si fonda la proposta del Ministero risulterebbe inferiore – sottolinea l’assessore – di circa 800 unità all’anno. «Un numero sufficiente – continua Barcaioli – a giustificare l’aggiunta di nuove autonomie scolastiche».

Le difficoltà Barcaioli ha inoltre sottolineato la specificità del territorio umbro, composto da piccoli comuni, borghi collinari e montani. In questi contesti, la scuola rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la coesione sociale. «Il Ministero – ha aggiunto – sembra ignorare del tutto questa funzione».

Il percorso A livello regionale, il percorso di adeguamento della rete scolastica era stato avviato già nel 2023. Con un decreto, il Ministero aveva chiesto all’Umbria la riduzione di tre autonomie scolastiche. La giunta Tesei aveva approvato un piano per il 2024/25 che limitava al minimo l’impatto; piano recepito a inizio 2025 dall’Ufficio scolastico regionale, confermando per entrambe le province umbre la riduzione a una sola autonomia.

Il tavolo Dopo il subentro di Barcaioli, Palazzo Donini con una delibera ha definito un piano regionale che limita i tagli e tutela dirigenti e personale scolastico. L’Umbria ha anche chiesto formalmente al Ministero di ricalcolare le autonomie attribuibili, segnalando uno scostamento complessivo di quasi duemila iscritti. Intanto, è già stata avviata un’interlocuzione con l’Ufficio scolastico regionale. Nei prossimi giorni verrà convocato il tavolo del protocollo d’intesa 112 con il coinvolgimento di Anci, Province ed enti locali. «Non chiediamo privilegi – ha concluso Barcaioli – ma solo un riconoscimento oggettivo dei numeri e delle reali esigenze del nostro sistema scolastico».

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