Currently set to Index
Currently set to Follow
giovedì 21 ottobre - Aggiornato alle 17:13

Assisi al voto, intervista a Sannipola: «Bon comunali e un centro di incontro tra scienza e spiritualità»

Il candidato di Alternativa riformista e le sue proposte per la città: «Bisogna puntare su prodotti a km 0 e sul turismo di prossimità»

Roberto Sannipola

di Daniele Bovi

Pubblichiamo l’intervista a Roberto Sannipola, candidato sindaco di Assisi con la lista «Alternativa riformista» alle elezioni del 3 e 4 ottobre

La pandemia ha impattato in modo molto duro sul tessuto economico della città. Dalle imprese al turismo, cosa pensa di poter concretamente fare per supportare la ripresa?

«Il problema è che la sta ancora impattando. Servono regole certe: non si può, ad esempio, per chi ha fatto le due dosi di vaccino e il tampone all’aeroporto per venire in Italia, mettere ancora giorni di quarantena, così si continua a uccidere l’economia. Due dosi, il tampone negativo, la mascherina, il distanziamento, il gel, bastano e avanzano; e se ancora non bastano bisogna rivedere l’efficacia dei vaccini, ma bisogna essere chiari. Allo stato attuale, poi, il fattore più penalizzante è il Green pass. Per chi non può fare il vaccino per motivi di salute si è detto che gli sarebbe stato fornito ugualmente una sorta di Green pass, cosa che mi risulta essere tutt’altro che facile da ottenere. C’è chi ha paura, c’è chi può andare incontro a reazioni avverse; l’informazione non è chiara per nulla. Tutte cose che continuano a colpire direttamente ristoratori, baristi, partite Iva, trasportatori e lavoratori in genere con ricadute trasversali negative su tutti. In merito alla seconda parte della domanda rispondo che serve una valorizzazione convinta del turismo di prossimità, una implementazione massiccia dei prodotti enogastronomici biologici a Km 0, una rivalutazione dell’artigianato con forte spinta alla vendita telematico-digitale, con portali creati o gestiti dagli stessi produttori senza passare per le solite big corporation (Amazon, Google e così via). Creare un nuovo turismo culturale come riportato nel nostro programma elettorale creando ad esempio un centro internazionale di incontro tra scienza e spiritualità».

Il virus ha messo in difficoltà su molti fronti tante famiglie: quali potrebbero essere alcune misure concrete sul fronte del welfare?

«Sempre dal nostro programma riportiamo l’idea di emissione di buoni comunali che oltre a integrare le pensioni minime a mille euro si potrebbero estendere alle famiglie in difficoltà. Valorizzare le nuove forme di artigianato digitale, coinvolgendo in particolare i giovani, così da approntare forme totalmente innovative di marketing territoriale».

La sanità è un altro tema chiave e l’ospedale, al di là del punto nascita, appare carente sotto diversi punti di vista e depotenziato: cosa intende fare?

«Fare pressione su consiglio e giunta regionale, in particolare sull’assessore alla Sanità affinché vengano efficientate al massimo le specificità necessarie per Assisi e comprensorio (chiaramente in un quadro di politica sanitaria generale): mi riferisco in particolare a un pronto soccorso di eccellenza, un reparto di lunga degenza per anziani, efficientare ancora di più reparti particolari tipo quello della nefro-dialisi, della radiologia e così via».

Assisi mesi fa si è detta pronta a ricapitalizzare l’aeroporto ma il tema infrastrutture è molto più ampio: dal «San Francesco» fino a viabilità e ferrovie quali idee si possono mettere in campo?

«Sicuramente sarebbe importante incrementare i treni veloci e non lasciare solo quello che parte la mattina molto presto da Perugia, magari con collegamento ferroviario con l’aeroporto San Francesco».

Il territorio di Assisi conta quasi venti frazioni: quali sono gli assi portanti del suo programma per queste realtà?

«Rilancio prepotente dell’agricoltura e della zootecnia in generale, valorizzando il più possibile quella biologica al cento per cento. Incentivare e agevolare i giovani a orientarsi verso questo settore economico, recuperando campi abbandonati e creare un brand attrattivo per un turismo ecosostenibile (vi sono numerosi paesi, soprattutto del Nord Europa, molto sensibili e molto attenti a questi aspetti)».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.