Il segretario del Pd Lamberto Bottini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Stupore, sconcerto e un certo sgomento. Nella sede del Pd regionale, dove lunedì mattina erano convocate due conferenze stampa per parlare della riforma della geografia giudiziaria e di uno studio dell’università di Perugia sui flussi elettorali tra primarie e regionali, la notizia dell’arresto di Maria Rita Lorenzetti cade come un fulmine in una mattina grigia. «Sono anni ormai che ci misuriamo con questi problemi – dice il segretario regionale del partito Lamberto Bottini -. Noi crediamo sempre, e non ad intermittenza, nell’operato della magistratura. Chiediamo chiarezza in tempi rapidi, ma d’altro canto noi le persone le conosciamo e siamo sicuri che la presidente Lorenzetti saprà dimostrare le sue ragioni e venire fuori da una situazione incresciosa».

Mismetti e Ronconi Poco più in là c’è il sindaco di Foligno, carica tra le altre ricoperta in passato anche dalla Lorenzetti, venuto a sentire cosa hanno da dire i parlamentari Verini e Ginetti sul riordino dei tribunali. Appena sabato, ricorda Mismetti, l’ex presidente della Regione era in costume a sfilare al corteo della Quintana. «La conosco da tanto – dice – e le esprimo massima vicinanza. La magistratura farà il suo dovere e Rita dimostrerà la sua innocenza sui fatti che le addebitano». «Vicinanza umana» che arriva anche da quello che si autodefinisce «il più strenuo avversario» dell’ex presidente, ovvero l’udc Maurizio Ronconi, anch’egli folignate doc: «Per anni – scrive – sono stato il più strenuo avversario politico di Maria Rita Lorenzetti, ho dovuto sopportare querele e scarse solidarietà oltre che connivenze politiche diffuse, ma oggi, nel rispetto delle indagini in corso da parte della magistratura, manifesto vicinanza umana alla Lorenzetti che vive, con la sua famiglia, un momento assai difficile. Spero sinceramente che abbia argomenti per difendersi in modo credibile».

Nevi: molto preoccupante Professione di garantismo la fa anche il capogruppo del Pdl in consiglio regionale Raffaele Nevi: «La notizia dell’arresto con dei gravi capi d’imputazione di uno dei massimi leader del Pd umbro – dice – , è molto preoccupante anche se per noi, che siamo sempre garantisti, la Lorenzetti rimane innocente fino alla fine del processo». Nevi spera però che «questa vicenda elimini – osserva – quell’insopportabile atteggiamento di superiorità morale della sinistra umbra nei confronti del centrodestra che ha sempre contraddistinto la loro propaganda. Auguriamo alla Lorenzetti di potersi difendere dalle accuse attraverso giudici seri che approfondiscano gli atti senza emettere sentenze di condanna o assoluzione sulla base di simpatie e antipatie politiche come è successo al centrodestra e al suo leader».

Codacons: ci costituiremo parte civile Il Codacons invece non aspetta e in una nota firmata dal presidente Carlo Rienzi spiega che l’associazione si costituirà parte civile «per tutelare gli interessi degli utenti del servizio ferroviario». «Da quanto emerso in queste ore – scrive Rienzi -, sembrerebbe infatti che la vicenda riguardi anche il delicato fronte della sicurezza dei trasporti sul tratto toscano della Tav. A quanto si apprende i lavori per l’alta velocità in Toscana sarebbero stati eseguiti senza rispettare le norme di sicurezza e ambientali e utilizzando materiale scadente per le paratie ignifughe delle gallerie, mentre lo smaltimento dei residui di scavo non sarebbe avvenuto in modo corretto. Proprio a garanzia degli utenti chiediamo verifiche urgenti sulla Tav toscana, ad opera di soggetti terzi e imparziali, al fine di accertare il livello di sicurezza dei lavori realizzati sulla linea e sanare eventuali criticità».

M5s: «Fare chiarezza» Secondo i parlamentari del Movimento 5 Stelle Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella e Stefano Lucidi «la notizia dell’arresto dell’ex governatrice Lorenzetti, non fa che rafforzare la nostra convinzione che è quanto mai necessario recidere il legame perverso tra “soldi” e politica, e per questo è necessaria una gestione trasparente dei partiti politici. È importante, adesso – aggiungono – fare chiarezza su questa vicenda, che si somma per la Lorenzetti, al rinvio a giudizio nell’inchiesta Sanitopoli, e che se confermata rappresenterebbe un atto gravissimo a dimostrazione di quanto la politica italiana sia corrotta e debba essere rivoluzionata. Una politica diversa è possibile. Iniziamo eliminando le clientele, il giro di denaro e gli alti interessi in gioco, solo così i cittadini potranno riavvicinarsi ad un sistema che fino ad oggi li ha soltanto usurpati dei propri diritti».

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