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martedì 18 maggio - Aggiornato alle 10:59

Anticipo di tesoreria, caso Terni: il parere della Corte dei Conti sui 12 milioni di euro

La magistratura contabile sulla manovra del Comune: «Fatti precedenti alle nuove norme in vigore, competenza Osl»

di Massimo Colonna

«La gestione dell’anticipazione di tesoreria concessa del 2017 e in parte recuperata nello stesso anno resta di competenza dell’organo straordinario di liquidazione, in quanto originata da fatti di gestione precedenti all’entrata in vigore della nuova disposizione». Queste le motivazioni dei giudici della sezione regionale umbra della Corte dei Conti, espresse nel parere pubblicato dopo che lo stesso Comune di Terni aveva anticipato l’esito della consultazione. Il documento in sostanza conferma la liceità dell’operato della giunta Latini in merito ai 12 milioni di anticipo di tesoreria, aggiungendo le motivazioni tecniche relative al procedimento. Il caso nel frattempo è finito anche oggetto di una interrogazione parlamentare

I motivi Come noto, il Comune aveva richiesto il parere prima del ministero dell’Interno e poi della stessa Corte dei Conti sul fatto di aver conteggiato la cifra a carico dell’Organismo Straordinario di Liquidazione, istituito a seguito del dissesto finanziario, escludendola quindi dalla contabilità generale e corrente dell’ente. Percorso che i giudici contabili dunque confermano come corretto. «Le norme della cui interpretazione si tratta – si legge nel documento – sono in particolare l’art. 252, comma 4, del Tuel, che definisce, sotto il profilo temporale, l’ambito della gestione di competenza dell’organo straordinario di liquidazione, e l’art. 255 comma 10 del Tuel, che definisce invece l’ambito oggettivo della competenza dell’organo straordinario di liquidazione. Secondo la nuova formulazione dell’art. 255, comma 10, non compete all’organo straordinario di liquidazione l’amministrazione delle anticipazioni di tesoreria di cui all’articolo 222, ma questa modifica, introdotta dall’art. 1, comma 878, lett. b), L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018. Ritiene il collegio che la questione di diritto intertemporale, vada risolta con criterio analogo al disposto dell’art. 252, comma 4, dello stesso Tuel, che nel definire il discrimine temporale della gestione dell’organo straordinario di liquidazione, dispone che esso ha competenza relativamente a fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato. In base a tale criterio l’organo straordinario di liquidazione provvede alla rilevazione della massa passiva, all’acquisizione e gestione dei mezzi finanziari disponibili ai fini del risanamento anche mediante alienazione dei beni patrimoniali e alla liquidazione e al pagamento della massa passiva. Questo criterio si riflette sulle modalità applicative delle disposizioni sulla successione delle leggi del tempo ed in particolare del principio per cui la legge non dispone che per l’avvenire (art. 11, primo comma, delle preleggi). Circa la questione della definizione della competenza dell’organo straordinario di liquidazione occorre perciò avere riguardo alla legge vigente al 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi del bilancio riequilibrato, perciò al 31 dicembre del 2017, con la conseguenza che la gestione dell’anticipazione di tesoreria concessa del 2017 e in parte recuperata nello stesso anno resta di competenza dell’organo straordinario di liquidazione, in quanto originata da fatti di gestione precedenti all’entrata in vigore della nuova disposizione».

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