©Fabrizio Troccoli

Usa parole dure l’associazione nazionale partigiani dell’Umbria e le rivolge all’Istituto per la storia contemporanea e al presidente del consiglio regionale. Non è andato giù all’Anpi il fatto che il giorno del ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, sia stato invece occasione di «faziosità e unilateralità».

«Megafono di propaganda» L’Anpi ravvede il rischio che l’ «Isuc venga trasformato, da istituzione culturale di servizio pubblico, in megafono di propaganda per iniziative di partito».

«Divisione e rivendicazione ideologica» In una lettera inviata ai consiglieri regionali, l’associazione partigiana esprime «sconcerto di fronte all’uso strumentale e ideologico che si è fatto del Giorno del Ricordo» Quanto al ‘presidente dell’Assemplea regionale Marco Squarta, dice che «ha optato col proprio intervento per una scelta faziosa e smaccatamente propagandistica, secondo una logica di divisione e rivendicazione ideologica, rappresentando unicamente se stesso e il proprio partito». Viene accusato di «uso personalistico del proprio ruolo e dell’Istituto privo di ogni senso delle istituzioni, considerando che l’iniziativa era rivolta alle scuole e agli studenti, visti evidentemente come oggetto di indottrinamento».

L’appello «Come Anpi – conclude la nota – chiediamo ai membri dell’Assemblea se non sentano, come molti cittadini, la necessità, di garantire la più ampia autonomia possibile all’Istituto Storico, che ricordiamo, è patrimonio di tutti gli umbri».

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