Il segretario del Pd di Perugia Parlavecchio (Foto F.Troccoli)

di D.B.

Una modifica dell’attuale normativa per far sì che scatti la confisca dell’appartamento per quei proprietari che affittano in nero a chi delinque. A proporla ai parlamentari umbri è il segretario del Pd di Perugia Franco Parlavecchio: «Se da un lato – scrive – è importante lavorare sull’aggregazione e la partecipazione, perché ai cittadini sia data la possibilità di vivere pienamente Perugia e i suoi quartieri, dall’altro si rende urgente e necessario prevedere misure che contrastino efficacemente, attraverso strumenti legislativi nuovi, oltre ai fenomeni di criminalità, gli episodi di connivenza. In primis quelli che si traducono nella infelice pratica degli affitti in nero».

IL DIBATTITO E LE POLEMICHE SUL CIE

Confisca del bene Una pratica che si potrebbe combattere «ad esempio inasprendo le sanzioni – continua Parlavecchio – fino ad arrivare alla confisca del bene, per i proprietari di immobili che concedono il bene in locazione a soggetti che delinquono ricavandone guadagni in nero. Chiedo dunque ai parlamentari umbri di farsi promotori di un percorso legislativo teso a valutare l’ipotesi di intervenire sul contrasto agli affitti in nero». La proposta di Parlavecchio arriva dopo le polemiche che si sono scatenate nelle scorse settimane a proposito della richiesta, avanzata sempre dal segretario, di aprire un Centro di identificazione ed espulsione in provincia di Perugia.

AFFITTI IN NERO AI PUSHER, POLIZIA: SI FA FINTA DI NON VEDERE

Strumentalizzazioni «Al netto delle fin troppo facili strumentalizzazioni – continua -, resto convinto che difendere la sicurezza dei cittadini significa difendere un diritto, adoperarsi per un bene comune nell’interesse generale. È per questo che è importante che si continui a denunciare storture e inefficienze e a sottolineare come l’ordine pubblico sia stato, per anni da governi inefficaci, costantemente definanziato, tagliate risorse a caserme e commissariati, per volanti e dotazioni, azzerati i fondi di Regioni e Comuni per la prevenzione del disagio sociale e la diffusione del consumo di droghe e alcol, soprattutto tra i più giovani».

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