di Daniele Bovi
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«La giunta sta lavorando ad un’ampia gamma di ipotesi» che riguarda le addizionali Irpef. Dopo le anticipazioni pubblicate da Umbria24 sulla revisione delle addizionali che l’esecutivo Marini ha in mente per il 2014, interviene l’assessore al Bilancio Fabrizio Bracco precisando che però al momento «non esiste alcun atto deliberato». L’ipotesi più forte sulla quale si sta lavorando però, messa già nero su bianco su alcune tabelle, è quella riportata dal nostro giornale e che ha un baricentro politico chiaro: chi ha di più paghi di più, salvaguardando le fasce più deboli ovvero mantenendo l’esenzione fino a 15 mila euro e cominciando a ‘spalmare’ progressivamente le aliquote lungo le ultime fasce di reddito. Questa la cornice politica, da tradurre poi in numeri e simulazioni.
Discussione dopo l’estate «Solo dopo la pausa estiva – continua Bracco -, proseguite le dovute valutazioni ed elaborate le diverse ipotesi, formulerò una bozza di proposta su cui aprire un’ampia e partecipata discussione politica, sia in giunta, che in maggioranza e in Consiglio regionale per arrivare all’entrata in vigore del provvedimento dal primo gennaio 2014, come prevede la legge. Allo stato dei fatti la discussione è appena iniziata e ipotesi più fondate le avremo soltanto quando si sarà sviluppata». La direzione intrapresa però piace all’ala sinistra della coalizione che molto aveva puntato nei mesi passati sul tasto delle addizionali regionali. «La nostra battaglia – dice il consigliere regionale dell’Idv Oliviero Dottorini – inizia a dare frutti positivi. Credo che la scelta della giunta sia giusta e possa rendere più equo il nostro sistema contributivo. Ora è necessario che il Consiglio regionale approvi questa riforma già dal prossimo autunno, affinché possa entrare in vigore già dal 2014».
Le reazioni «Mettere mano – continua – all’aliquota Irpef regionale seguendo criteri di progressività, secondo i quali chi ha di più paga di più, rappresenta un atto di equità capace di spostare la distribuzione del peso fiscale, alleggerendo le spalle delle fasce più deboli che finora hanno sostenuto quasi da sole l’impatto della crisi economica. Diciamo quindi fin da ora che se la giunta porterà in Consiglio regionale una proposta che abbia come cardini equità, progressività e salvaguardia delle fasce più deboli, non faremo mancare il nostro appoggio convinto». «E’ positivo – dice invece a < il consigliere regionale del Prc Damiano Stufara – il fatto che dopo un anno e mezzo di battaglia che abbiamo intrapreso, in cui di fronte alle nostre sollecitazioni dalla giunta era venuta una chiusura, adesso si è infranto il tabù e si va nella direzione da noi auspicata. Le prossime settimane saranno importanti. Nel complesso bene la progressività ma dobbiamo scendere nel merito dei provvedimento nel corso dell’autunno così da applicarli già dal 2014». Dal Pd invece non arriva nessun commento ufficiale ma trapela «apprezzamento» per una strada che si ritiene corretta specialmente in questo momento di crisi.
Pdl: pronti all’ostruzionismo Di tutt’altro tenore le reazioni del Pdl. «Le indiscrezione giornalistiche sulla ‘rimodulazione’ delle addizionali Irpef regionali e sulla vasta gamma di leve fiscali della Regione – dice il capogmi fanno venire i brividi. Dietro la parola rimodulazione si annida sempre una manovra con più tasse su cittadini e imprese a cui la sinistra non riesce a smettere di pensare a causa di una impostazione culturale anti-liberale di cui è da sempre portatrice». «Forse questi signori – aggiunge Nevi – ancora non hanno chiaro che i cittadini vogliono meno tasse, meno burocrazia e meno soggetti pubblici che si sostituiscono alle imprese per drogare il mercato e quindi, lo dico oggi a nome di tutto il gruppo del Pdl, se questa ‘rimodulazione’ portasse un aumento di tassazione per qualcuno, noi saremmo pronti a scatenare una ‘guerra’ totale fino ad arrivare all’ostruzionismo in aula. Saremmo invece felici di ricevere dallagiunta regionale un bel piano di abbattimento della spesa mpubblica e di privatizzazioni di beni e servizi pubblici infruttiferi o troppo costosi».
