«Sulle piscine dello stadio, sull’acqua utilizzata, occorre approfondire, per questo ho chiesto l’audizione in seconda commissione.
Questa richiesta, che purtroppo è ferma – sostiene il consigliere del gruppo misto Emanuele Fiorini – nasce dalla necessità di fare chiarezza sulla gestione delle Piscine dello Stadio e sull’eventuale mancato controllo della stessa da parte dell’Amministrazione Comunale, a tutela della salute e della sicurezza degli utenti della struttura».
Comune di Terni Questa la richiesta. Fiorini argomenta: «Nella nota del 16 marzo 2022 del dirigente dei Lavori Pubblici, avente per oggetto l’ingiunzione al rilascio degli immobili concessi alle Piscine dello Stadio srl e in sub concessione alla Pds Sport & Fun srl, si legge: nella nota dell’ASL del 26/08/2021 il subconcessionario, cioè la Pds Sport, ha utilizzato l’acqua proveniente da un pozzo sito all’interno dell’area in concessione, sebbene non autorizzato; acqua, inoltre, che da verifiche effettuate da Usl Umbria 2 nel 2016, risultava inquinata e non utilizzabile per il consumo umano, animale ed irriguo. L’attività svolta dalle Piscine dello stadio è un servizio di interesse pubblico reso nei confronti della collettività ternana e non solo. Infatti oltre ai numerosi cittadini abbonati e fruitori dei servizi svolti nella struttura, essa costituiva uno dei principali poli natatori, polifunzionali della città. Si pensi solo alle attività di nuoto, pallanuoto, nuoto sincronizzato e allo svolgimento in essa di competizioni sportive. Dunque frequentata da numerosi bambini, atleti e amanti dello sport. È doveroso perciò accertare la situazione in quanto quello che è riportato nella lettera desta grande preoccupazione e laddove ci fosse una corrispondenza al reale, ci sarebbero gravi responsabilità, in quanto si è messa a rischio la salute pubblica. Per questo ho chiesto di audire il direttore generale Usl Umbria 2 Massimo De Fino, il direttore dipartimento di Prevenzione Usl Umbria 2. Danilo Serva, il dirigente ai Lavori Pubblici Giorgini e il sindaco Leonardo Latini in qualità di responsabile della salute pubblica dei cittadini».
Cesi Di tutt’altro tenore la proposta che approderà lunedì in consiglio comunale a firma dei consiglieri Emanuele Fiorini, Anna Maria Leonelli e Francesco Filipponi, due del gruppo Misto e il capogruppo del Pd. Con un atto di indirizzo chiederanno interventi da realizzare nella zona di Sant’Erasmo (sostituzione e l’implementazione di tavoli, panche e caminetti) al fine di incrementarne l’attrattività. «Il borgo di Cesi si trova in posizione dominante e panoramica sulla valle di Terni, a 440 metri d’altitudine, spiegano i consiglieri, su terrazzamenti ricavati, fin dalla protostoria, alle pendici del monte Eolo e del monte Torre Maggiore. L’intera montagna, che sale fino a 1120 metri di quota, fa parte del territorio del borgo: una prima area, immediatamente sopra il borgo, è racchiusa nel sistema di mura e torri medievali, fino a 790 metri di quota, una seconda area è caratterizzata da due importanti e suggestivi siti archeologici d’altura con resti di templi italici e di una cittadella del VI secolo a.C. cinta da mura megalitiche, su uno sperone roccioso. Cesi ha una storia lunga tremila anni: è stata avamposto e luogo sacro delle popolazioni umbre e sabine, poi piccola capitale delle Terre Arnolfe longobarde. Le sue leccete hanno ispirato il Cantico di San Francesco, la cui prima stesura avvenne proprio qui, è il luogo d’origine della famiglia Cesi, che con il duca Federico dette vita nel ‘600 all’Accademia dei Lincei nella vicina Acquasparta. Il borgo di Cesi è collegato con la località di Sant’Erasmo e Torre Maggiore attraverso una strada comunale che attraversa zone boscose, fino ad arrivare ai siti archeologi, all’osservatorio astronomico e all’ex tiro a volo».
Sant’Erasmo «Il Comune di Terni – proseeguono – ha approvato il progetto di fattibilità per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati, col riguardo al borgo di Cesi, proseguono i Consiglieri, dove gli interventi previsti sono 45 per un valore lordo di 20 milioni di euro. Fra questi vi è anche quello concernente la Strada di Sant’Erasmo che prevede il rifacimento del manto stradale provvedendo alla completa rimozione di quella esistente e alla realizzazione di idonea sottofondazione stradale nonché pavimentazione adatta al transito in zona pre-montana e montana. Inoltre sono previsti sistemi di protezione stradale e delle pendici rocciose. L’intervento si individua come necessario per le infrastrutture che consentono la fruizione dei beni immobili presenti in Località Sant’Erasmo, per i siti di interesse storico–archeologico, nonché per i percorsi di trekking – mtb, delle pareti di roccia e parapendio.
Fra le tipologie di intervento vi è anche l’acquisizione e l’installazione di arredi, attrezzature e dotazioni tecnologiche, creazione di sistemi informativi per la gestione e la fruizione, essendo noto che nella zona di Sant’Erasmo vi sono caminetti, tavolini e panche in cattivo stato manutentivo, alcuni dei quali inutilizzabili da quanti effettuano passeggiate, escursioni ed altre attività all’area aperta nella zona.
Per questo – concludono i consiglieri – la loro sostituzione costituisce occasione per rivalorizzare ulteriormente la zona di Sant’Erasmo e la sua attrattività».
