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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 05:00

Accuse di favori sugli appalti per i terremotati, Bianconi: «Noi tranquilli, voi tacete»

La risposta del consigliere di minoranza candidato contro Tesei nel mirino della magistratura e della polemica politica

«In questi giorni ho ricevuto innumerevoli attestati di stima e di vicinanza da cittadini, imprenditori e politici di ambo gli schieramenti che mi hanno fatto molto piacere», con queste parole esordisce Vincenzo Bianconi in un post di risposta alle notizie che lo vedono accusato di avere ricevuto favori da parte del Comune di Norcia negli appalti di servizi ai terremotati. Accuse che si sono trasformate in un procedimento da parte della magistratura.

Il post «Come ho già dichiarato – scrive sul proprio profilo Facebook -, la mia famiglia ed io siamo sereni per il nostro operato e confidiamo nel lavoro della magistratura, che sono certo avrà il fine ultimo di tutelare il bene comune. Purtroppo però, a margine di questa vicenda, leggo alcune dichiarazioni scomposte, direi strumentali, sulle quali sento la necessità di esprimere un pensiero: Mi sono messo a disposizione di un nuovo progetto politico per l’Umbria, consapevole di non essere un “fenomeno”, ma una persona che, con le sue esperienze di vita e professionali, insieme all’apporto di altre persone di buona volontà, avrebbe potuto contribuire a costruire una nuova stagione di cooperazione tra politica e cittadini per un’Umbria migliore per tutti. Sono stato onorato di essere il punto d’incontro di tante forze politiche diverse, e ritengo che questo progetto politico possa andare avanti a prescindere da Vincenzo Bianconi. Credo di aver dimostrato con i fatti la mia correttezza politica ed i miei valori etici, sia durante la campagna elettorale che in Aula».

La difesa Le vicende che vengono contestate sono relative ad alcuni servizi di trasporto e di somministrazione di pasti durante l’emergenza del terremoto per i quali, secondo l’accusa, l’azienda della famiglia di Vincenzo Bianconi, sarebbe stata favorita, rispetto ad altre. Il consigliere di minoranza prova a difendere così la famiglia dalle accuse:  «Mi ritengo una persona con la schiena dritta. Al primo posto per me vengono sempre chiarezza ed onestà… da Consigliere ho sempre anteposto il “Bene Comune” a qualsiasi altra logica, anche a quelle di partito, e questo è quello che farò anche quando si parlerà di gestione di sorgenti, pascoli, rifiuti, sanità e qualsiasi altro tema caldo e controverso della nostra Regione».

La polemica Infine Bianconi si rivolge ai colleghi politici, alcuni del fronte opposto che gli avrebbero espresso solidarietà, altri invece, non oppositori ma alleati che invece l’avrebbero attaccato: «Non ho mai vissuto di politica ma – aggiunge -, insieme alla mia famiglia, della quale vado estremamente fiero, di onesto e faticoso lavoro, non scevro da rischi. Lo stesso lavoro che ha garantito occupazione e, di conseguenza, benessere ad una parte non marginale della comunità a cui mi onoro di appartenere.
Non permetto a nessuno insinuazioni e speculazioni sulla vicenda giudiziaria che ci ha colpiti e dalla quale usciremo a testa alta. Mi permetto di ricordare a chi questa vicenda l’ha poco nobilmente cavalcata strumentalmente per impropri fini che un sistema civile come il nostro e’ fondato sul principio di presunzione di innocenza. Allora rimandi le sue discutibili valutazioni ad una eventuale condanna definitiva che, mi dispiace per lui, mai arriverà perchè nulla di illecito abbiamo fatto. Fino a quel momento abbia il pudore di tacere. Sconcerta ricevere attestati di solidarietà addirittura anche da alcuni leali oppositori politici e tutt’altro che nobili attacchi da chi, a parole, starebbe dalla tua parte. Questa non è politica, perchè la politica è altro. Questo è, purtroppo, solo il livello di taluni di coloro che la praticano».

Verini e Gallinella «Bianconi sta affrontando la vicenda giudiziaria – scrivono i deputati umbri Walter Verini e Filippo Gallinella in una nota – che ha riguardato l’azienda della sua famiglia con la dignità e la serietá che gli viene riconosciuta. Esprimendo piena fiducia nella magistratura, riaffermando la correttezza e la trasparenza del proprio operato. E annunciando di anteporre – se ci fosse la necessità – l’interesse delle istituzioni rispetto a quello di parte o personale. Noi abbiamo conosciuto Vincenzo quando accettò – in una situazione difficilissima ed elettoralmente quasi proibitiva – di candidarsi a presidente della Regione con una alleanza tra forze civiche e di centrosinistra, PD e 5 Stelle. Ci colpì subito il grande amore per la sua terra colpita dalla tragedia del terremoto, la volontà di dare un segnale civico di fiducia e speranza all’Umbria, la tenacia e la trasparenza dei comportamenti. Queste cose hanno caratterizzato anche il suo impegno dall’opposizione in questi tredici mesi in Consiglio Regionale. Vogliamo esprimergli vicinanza e ribadire la giustezza di una scelta della politica di non chiudersi in se stessa, ma di sapere aprirsi a forze della società, a mondi e personalità civiche, che per una fase della propria vita decidono di mettersi al servizio delle istituzioni e della propria comunità».

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