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«Non basterà redigere un regolamentino regionale per scavalcare le norme europee sulla concorrenza e intanto c’è l’ok all’ampliamento della discarica dei veleni, quella che inquina le falde col Cromo esavalente». Questa la considerazione dell’esponente di Italia nostra, ex M5s, Andrea Liberati, sull’intesa che si va delineando tra la Regione Umbria e l’azienda Arvedi-Ast, in vista della firma dell’Accordo di programma. 

Liberati «Dopo l’infausto ok nel 2024 del Comune di Terni (valso le dimissioni dell’ex assessore Mascia Aniello NdR) e di Arpa Umbria – commenta Liberati -, anche la Giunta Regionale lascerà allargare le discariche di veleni di voc. Pentima-Valle. Il tecnicismo individuato dalla Regione per proseguire con altri 20-40 anni di veleni, è l’asserito ‘innalzamento del recupero’ delle scorie. Non si tratta certo di una novità, perché è dall’Aia ThyssenKrupp del 2010 che tale prescrizione sul riciclo viene scritta, riscritta, ribadita e puntualmente disattesa, ridotta a poco più di un auspicio; in verità si proseguirà come sempre, seppellendo in loco altri milioni di tonnellate di rifiuti, a un passo dalla Cascata delle Marmore». Lo stesso che denunciarono anche i Cinque stelle ai tempi dell’approvazione del piano da 10 milioni di euro che comunque dovrebbe includere azioni di messa in sicurezza permanente della discarica.

Discarica acciaieria «Ci saremmo attesi che l’acuta Regione Umbria – insiste Liberati – avesse annunciato un piano per bloccare il gravissimo inquinamento da metalli pesanti delle falde acquifere della discarica». Quanto alla questione dell’idroelettrico, denunciando che al territorio sono rimaste le briciole dei concessionari che hanno fatto affari per 3 miliardo di euro in 25 anni, Liberati incalza: «La nuova Giunta regionale si esprima subito sulle quote degli asset idroelettrici da mettere a gara, visto che la legge nazionale dispone che almeno il 30% vada a mercato: la Regione vuole gestire in proprio il 70%, il 51% o ancor meno?»

Ast scorie «Passeranno rapidamente queste Giunte, questi politici e anche altri – commenta ancora Liberati – mentre le Acciaierie abbancheranno i propri rifiuti tossici more solito. E i velenosi fanghi siderurgici? Resteranno anch’essi ‘depositati’ tal quali in loco, giacché tecnicamente impossibile riciclarli. Parliamo di una media di 350.000 tonnellate annue di scorie e di 100.000 annue di fanghi, rifiuti che stazioneranno invariabilmente a Terni per l’eternità, nella stessa zona-colabrodo già assai nota alle cronache».

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