di Mario Mariano
Si potrebbe dire che non ha perso il Perugia a Sassari, ma ha vinto il giovane Diakitè, cresciuto nelle giovanili dal Madonna Alta senza che gli osservatori del Grifo se ne accorgessero. E’ stata una partita modesta, senza né capo né coda, come se si dovesse assolvere un impegno di calendario. Ci voleva ben altro per dare seguito alla vittoria con la Fermana, ad una rincorsa che adesso sembra sempre più improbabile. E’ bastato che Sylla incappasse in una giornata non positiva, che in pratica tutto il carico offensivo è ricaduto su Seghetti. Che come al solito si è mosso bene, ma da solo neppure Baggio riusciva a chiudere le partite, se non raramente. Prestazione come squadra da 5, e così nelle individualità, dove è mancata l’accelerazione, si è fatto fatica nella costruzione dell’azione, un passo indietro insomma dopo le quattro vittorie consecutive di Formisano. Cosa c’è dietro l’angolo? Ancora è difficile da ipotizzare, il Grifo galleggia e questo non è una prospettiva incoraggiante. Occorre stare alla finestra, non buttare il bambino con l’acqua sporca, ma certo è che la piazza merita di più, il primo a dare una sterzata forte deve essere proprio l’allenatore. Formisano si rifà al calcio tedesco, ai lanci lunghi ed a leggere la giocata un attimo prima dell’avversario: concetti da apprezzare ma anche da attuare. Perché certe giocate hanno bisogno di un collettivo che crede nell’obiettivo. A Sassari questo è avvenuto raramente ed il ragazzo di Madonna Alta ha punito il Grifo.
