Oleh Plotnytskyi. Foto Benda

di Carlo Forciniti

Tra la Sir Susa Scai e Oleh Plotnytskyi non tira certo aria di crisi da settimo anno. Da settima stagione. Il matrimonio poggia su solide, solidissime basi. Eppure sul martello ucraino si posano comunque gli occhi di tante ammiratrici. O meglio, di diverse squadre. In Italia e all’estero. Fino al Giappone.

La proposta della Sir Perugia avrebbe intavolato una trattativa legata al rinnovo di contratto di uno dei simboli del club del patron Sirci. La proposta di estensione sarebbe fino al 2028, quando lo schiacciatore classe 1997 che a Perugia sta benissimo ed il cui vincolo scade quest’anno dopo l’allungamento risalente al febbraio 2024, avrà scavallato i 30 anni. 

Totem Correva l’annata 2019-2020 quando la società bianconera individuava in Plotnytskyi un “pezzo” da aggiungere alla batteria di martelli che allora contava sulle certezze rappresentate da Wilfredo Leon e Filippo Lanza, e da un altro volto nuovo: Robert Taht. L’arrivo da Monza dell’ucraino rappresentava un’assicurazione sul futuro. Perché dietro Leon e Lanza avrebbe avuto il tempo di crescere e di “liberare”, di sprigionare prima o poi tutto il proprio talento. Di diventare continuo ai massimi livelli. Sette stagioni più tardi la scelta fatta dalla Sir è stata ripagata in pieno. Oggi e non soltanto oggi, Plotnytskyi è uno dei totem di una squadra in cui le stelle di prima grandezza non mancano di certo. Ormai da tempo ed al netto dei margini di miglioramento sempre possibili, ha compiuto il salto di qualità definitivo. Lo si capisce anche da ciò che fa trasparire fuori dal campo. Dopo la partita contro la Lube che ha permesso ai Block Devils di staccare il pass per le Final Four di Coppa Italia, lo schiacciatore fresco di nomina di Mvp del match, non si era certo cullato sugli allori. Anzi, pur dicendo di essere tornato a sentirsi se stesso, aveva dichiarato di voler e poter fare di più.

Presumibilmente, anche per via dei costanti stimoli di coach Lorenzetti con cui Plotnytskyi – risparmiato per gran parte della partita vinta contro Cuneo – ha un rapporto speciale. Non è un caso che anche pubblicamente si rivolga al proprio allenatore definendolo “papà”.

Concorrenza diffusa L’ucraino è ormai da tempo uno dei martelli più performanti d’Europa. Uno dei più spettacolari. Quelli per cui vale la pena pagare il biglietto. Il classico giocatore che dal nulla può cambiare l’inerzia di qualsiasi partita. Con il suo colpo mancino capace di diventare letale dai 9 metri e non solo. Normale, dunque, che gli ammiratori intorno al numero 17 non manchino. E siano diffusi. In Italia ci sarebbe una squadra che avrebbe fatto pervenire al giocatore una proposta molto, molto importante. Quasi da capogiro. All’estero ci sarebbe l’interesse di Varsavia in Polonia, di due squadre turche, dei giapponesi di Osaka. Insomma, su Plotnytskyi avrebbero messo gli occhi tante potenziali pretendenti da diverse latitudini. A testimonianza del livello raggiunto dallo schiacciatore ex Monza, un mix di qualità, imprevedibilità e sostanza. Il giocatore pare stia riflettendo. Il matrimonio con Perugia – con cui in questi anni ha vinto un campionato, due coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, tre Mondiali per club e una Champions League – poggia su solide, solidissime basi. E chissà che la luna di miele sia destinata a continuare per almeno altre due stagioni. 

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