Coach Lorenzetti

di Carlo Forciniti

Angelo Lorenzetti a tutto campo. Alla vigilia o quasi della super sfida contro la Lube in programma domenica 18 gennaio alle 18 a Civitanova, il coach della Sir Susa Scai tocca svariate tematiche. Con un comune denominatore di fondo: lo sguardo rivolto sempre ai miglioramenti che Perugia può ancora fare, che si miscela alla soddisfazione per quanto fatto fino ad ora. Ma adesso e come sottolinea lo stesso coach, arriva la fase calda della stagione.

Partita nobile La sfida esterna contro la Lube nobilita questa parte dell’annata. Una partita che Lorenzetti presenta così: «Abbiamo già giocato due partite contro la Lube vincendo in entrambe le occasioni. Quelle vittorie non sono una polizza d’assicurazione ma ci danno delle informazioni. Vorrei una partita in cui abbiamo la capacità di stare punto a punto, contro un avversario che già dallo scorso anno ha dimostrato di saper fare tante cose buone con continuità. Di fronte al proprio pubblico, Civitanova è ancora più brava rispetto al solito. Insomma, il livello sale, e noi per primi dobbiamo essere pronti a salire di livello».

Il bilancio Il coach fanese non si accontenta. Sa che la squadra può dare ancora tanto. Anche all’interno di un percorso che fin qui è stato pieno di soddisfazioni. «L’approccio agli eventi del 2026 è stato sempre buono, mentre il livello della nostra pallavolo è stato un po’ alterno – ammette -. Dobbiamo stare attenti, adesso arriva il momento clou della stagione, si entra nel vivo. Bisogna guardare al gioco, a cosa c’è da migliorare e in quali aspetti dobbiamo evitare di calare».

Le scelte Per riuscire nell’intento, tra le mosse di Lorenzetti c’è anche la ricerca di un turnover, seppur moderato, da una gara all’altra. L’ex guida di Trento spiega i motivi che si celano dietro ai cambiamenti del sestetto: «Non è che abbia fatto tantissimi cambi, ma ci sono stati e sono all’interno del sentiero che avevo tracciato ad inizio campionato. Ogni scelta ha dei costi e dei benefici – aggiunge – . In questo caso, il beneficio è che ci sono più giocatori pronti rispetto allo stesso momento dello scorso anno. Il costo può essere che ad inizio partita hanno necessità di adattarsi per un po’ di tempo».

Gruppo centrato Da tempo, la Sir Susa Scai raccoglie vittorie in serie. Che fanno piacere, certo. Sono un toccasana per la classifica e per il morale del gruppo. Ma Lorenzetti si compiace dei suoi giocatori per un aspetto che esula dai meri risultati del campo. «Ci sono state tante partite in cui i ragazzi sono stati più presenti dello scorso anno, anche in alcune gare importanti in cui siamo stati indietro nel punteggio. Sono stati presenti anche nei timeout. Non ho mai colto dei momenti di grande agitazione o di disperazione, se così si può dire. E’ un valore, un valore molto alto non solo di squadra ma anche di crescita individuale. Molte volte, i giocatori potrebbero gestire i timeout da soli, ed è una cosa che a un allenatore dà molta soddisfazione». 

Muro punto di forza Come è presumibile ritenere lo dia l’ottima tenuta a muro da parte di Perugia. «Abbiamo dovuto mettere più attenzione in questo fondamentale perché il nostro stile di gioco è cambiato. E quello di Civitanova è il più veloce della Superlega, ha stabilità al centro della rete ed è molto veloce sulle bande. Ci costringe a fare delle scelte che vanno azzeccate subito. Dobbiamo saper leggere bene di volta in volta le varie situazioni. Più in generale dobbiamo migliorare in difesa».

Le voci di mercato La chiosa è per le continue voci di mercato che in questo periodo coinvolgono tutte le squadre. Sul caso Poriya che ha lasciato Civitanova qualche giorno fa, Lorenzetti puntualizza che «è una situazione che riguarda Civitanova e che a noi in vista della prossima partita non porta alcun vantaggio. Lì c’è un ambiente maturo che magari è anche abile a spostare l’attenzione. Le voci di mercato? Quando ero un giovane allenatore i giocatori più forti firmavano l’ultimo giorno disponibile. Ora si firma già a settembre. Non si può cambiare questo sistema, è un qualcosa in cui i giocatori ci hanno messo del loro perché sia così – precisa parlando in generale di quanto avviene da qualche anno nella pallavolo-. Il cambiamento lo si deve al modo di operare dei giocatori che dunque non si possono mettere nel ruolo di vittima».

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