Simone Giannelli. Foto: Fipav

L’Italia del Ct Fefè De Giorni ha messo nel mirino la terza settimana di Nations League. A partire da mercoledì 15 a domenica 19 luglio, gli azzurri disputeranno l’ultimo atto della fase intercontinentale.

Tra i quattordici convocati per la spedizione in Giappone, figurano anche Simone Giannelli e Giovanni Sanguinetti. Il fuoriclasse della Sir Susa Scai campione di tutto e il centrale ex Modena che dalla prossima stagione veromilmente farà coppia con Agustin Loser sotto rete. Il veterano e il nuovo che avanza.

Prove d’intesa Dopo il test amichevole di settimana scorsa giocato a Trento contro l’Argentina, nella week tre di Nations League Giannelli e Sanguinetti avranno la possibilità di migliorare l’intesa. Con ogni probabilità, la “mente” di Perugia sarà la guida dell’Italia che nell’ordine affronterà Giappone, Belgio, Argentina e Cuba. Da capire se Sanguinetti sarà titolare (come accaduto nelle prime due fasi di competizione) o meno.

Opportunità Di certo, sia in partita che durante gli allenamenti avranno la tempo e modo per conoscersi sempre di più. E in chiave Sir Susa Scai non è un dettaglio perché accelererà – almeno in parte – il processo di apprendimento di Sanguinetti alla realtà bianconera. Giannelli è un palleggiatore che ama coinvolgere molto i compagni. Anche quando la principale arma offensiva si dimostra incisiva come è accaduto spesso, spessissimo a Ben Tara lo scorso anno. Ma il classe 1996 tende a distribuire molto i palloni. Tende a  fare tutti contenti. E Sanguinetti dovrà farsi trovare pronto. La comune esperienza in nazionale potrebbe giovare anche a Perugia. 

Plotnytskyi Tra i Block Devils impegnati in Nations League c’è anche l’Ucraina di Oleh Plotnytskyi. Il martello è stato un fattore sul campo, ma si fa sentire anche con le parole. Lo schiacciatore non le manda certo a dire in merito alla decisione del Cio (il Comitato olimpico internazionale, ndr) di revocare la sospensione del Comitato olimpico russo dalle manifestazioni internazionali. Sulle proprie pagine social, il veterano puntualizza: «Mentre gli ucraini vengono uccisi, la Fivb decide di riammettere la Russia. Ogni decisione per ripristinare la posizione della Russia nel sport invia un messaggio che i crimini di guerra, le città distrutte, i bambini uccisi e le famiglie devastate possono essere eventualmente trascurati. Finché la Russia continuerà la sua guerra contro l’Ucraina non dovrebbe esserci posto per le sue squadre i suoi atleti nelle competizioni internazionali. Questa decisione minaccia tutto ciò cui lo sport dovrebbe rappresentare. Mi oppongo a ogni guerra, indipendentemente da chi la inizia. Lo sport deve rappresentare la pace, il rispetto e la dignità umana, non ricompensare coloro che le distruggono». 

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