di Carlo Forciniti
«Giocheremo in un palazzetto bellissimo. Non vedo l’ora di fare il primo allenamento e poi di scendere in campo per la semifinale». Oleh Plotnytskyi è un concentrato di entusiasmo e carica prima della Final Four di Champions League in programma sabato 16 e domenica 17 maggio all’Inalpi Arena di Torino.
Allo schiacciatore ucraino così come a tutto il gruppo bianconero, le motivazioni non mancano di certo in vista di un appuntamento che può rendere difficilmente replicabile una stagione già straordinaria.
Fiducia «Sarà una Final Four interessante – argomenta il numero 17 -. Le squadre sono tutte forti, siamo arrivati tutti in buona forma. Siamo pronti. Giocare a Torino come unica rappresentante italiana è un orgoglio. Tutta Italia tiferà per noi, spero (ride, ndr) ma sappiamo che ci sono anche gli avversari. Siamo carichi per aver vinto lo scudetto, l’atmosfera nello spogliatoio è buona. Ma questa è comunque un’altra storia. Non dobbiamo focalizzarci su quanto è appena è accaduto. Niente deve toglierci energia. Come sempre e come è solito ripeterci coach Lorenzetti, andiamo a caccia di finali. Pensiamo a vincere la prima partita».
Sir al massimo Contro Varsavia, un avversario con caratteristiche ben precise. «Già lo scorso anno ha sfiorato la Final Four. Ci troveremo di fronte una squadra tecnica, che si basa su un gioco molto pulito, che tende a sbagliare pochissimo, e che può contare anche su una panchina efficace. Dovremo spingere al 100% per vincere. Ci aspetta una partita molto interessante e credo anche molto combattuta. È la prima volta che affrontiamo Varsavia, ovviamente è un avversario che conosciamo ma non così bene. Il fattore pressione? Ah, quella a Perugia c’è sempre, ma noi pensiamo a prepararci al meglio».
Guardare avanti Cosa già accaduta in una stagione, quella in corso, in cui la Sir – in versione Susa Scai o Sicoma Monini non fa differenza – ha sempre saputo mettere da parte le vittorie per concentrarsi solo sulla prossima sfida da provare a superare. «Questa è stata una delle chiavi più importanti della nostra stagione – ammette l’ex Monza -. In questo senso il lavoro dello staff si è rivelato fondamentale».
Testa giusta Lo è stato per il gruppo intero, ma anche per Plotnytskyi che svela cosa si cela dietro la crescita ulteriore mostrata in questi mesi. «A livello mentale sto ancora meglio. E se la testa sta bene, funziona tutto. È un aspetto su cui ho lavorato molto. Mi ha aiutato anche il fatto che abbia fatto un’esperienza con uno psicologo sportivo. È stata un’idea di Lorenzetti cui rivolgo il mio grazie, In passato ho fatto sempre cose buone ma sentivo che mancava qualcosa. Ora sono contento».
Margini Per una squadra che è reduce dallo scudetto conquistato appena una settimana fa, invece, è difficile pensare che manchi qualcosa. Eppure, secondo Plotnytskyi c’è il margine per fare meglio e per provare a sollevare al cielo un’altra Champions League. «Qualcosina in cui possiamo migliorare c’è – spiega -. Lo si è visto anche in gara due e in gara tre contro la Lube. Possiamo aggiungere qualcosa al nostro gioco, ci darebbe ancora più sicurezza nei vari momenti della partita. Vincere la Champions League due anni di fila sarebbe straordinario, e lo sarebbe anche per me. Nessun ucraino ha mai vinto due volte consecutive».
Sarebbe straordinario, banale dirlo, anche per Colaci, alle ultime due apparizioni in carriera: «Avrà dentro un’emozione particolare come l’avvertiamo anche noi per lui – puntualizza lo schiacciatore -, ma lui per primo si concentra solo sulla squadra».
Con l’entusiasmo di sempre. Lo stesso di cui si nutre Plotnytskyi. Pronto a dare spettacolo. Per la Sir. Per la “sua” Sir.
