di Carlo Forciniti
Una stagione iniziata con ambizioni legittime. Con la voglia di migliorare quanto fatto nella precedente annata. Un inizio di campionato discreto. In linea di galleggiamento. I successi confortanti contro Monviso e Cuneo e le due vittorie di fila contro Novara e Bergamo a dare colore alla fase iniziale di campionato. Poi la le prime frenate. I primi scricchiolii. Che si sono via via trasformati in una crisi di risultati e prestazioni progressiva e lunga, pesante da assorbire. Inesorabile. E sfociata in una inevitabile – quanto mesta – retrocessione in Serie A2, diventata matematica dopo il ko di domenica 15 febbraio a Conegliano. La stagione del consolidamento nella massima serie si è trasformata in una agonia (sportiva) per la Bartoccini MC Restauri. Sia chiaro, nessuno dalle parti del PalaBarton Energy ha mai fatto voli pindarici. Ma «l’anno entusiasmante» che si era immaginato il patron Bartoccini lo scorso settembre in occasione della presentazione ufficiale della squadra a Palazzo Donini, si è trasformato in un anno da dimenticare in fretta. Ma da cui trarre necessariamente tesoro per non ripetere gli errori commessi a più livelli.
La costruzione del roster In estate la Bartoccini ha puntato su atlete navigate come Williams e Markovic, ma inesperte alle nostre latitudini. E che dunque avrebbero necessitato di un fisiologico periodo di adattamento. La prima sembrava si fosse calata subito nella nuova realtà, prima di lasciare il posto proprio alla Markovic, il preludio al divorzio anticipato nel corso del campionato. Ripartire dalla “spina dorsale” Ricci-Gardini era un buon punto di partenza, ma la partenza di Nemeth – decisiva per le sorti di Perugia nell’annata precedente – per certi versi non è stata colmata a dovere.
Partenza illusoria All’alba della stagione, come si diceva, i risultati non sono mancati, anche al netto dell’iniziale assenza di Sirressi. Le vittorie già citate contro Novara e Bergamo sembravano poter segnare l’inizio della svolta definitiva. In positivo. Ed invece, sono stati gli ultimi acuti di una squadra che da quel momento in poi avrebbe iniziato la discesa verso la A2.
Momento spartiacque Il 16 novembre contro San Giovanni in Marignano, per la Bartoccini MC Restauri si presentava l’occasione di vincere la terza partita in fila. E’ maturato invece un doloroso ko che ha rappresentato un momento spartiacque della stagione. Da quel 3-1 subito in casa, Perugia non si è sostanzialmente più ripresa. Sirressi e compagne hanno chiuso il 2025 con sette sconfitte di fila.
Rivoluzione in panchina Il nuovo anno è stato inaugurato dallo 0-3 interno contro Cuneo che ha sortito il cambio in panchina: fuori Andrea Giovi, dentro Stefano Micoli. Ma la rivoluzione non ha avuto alcun beneficio. Così come la Bartoccini non ha tratto giovamento dagli arrivi nel corso del campionato di Vaniak e Gennari, quest’ultima ferma da diverso tempo prima di intraprendere l’avventura in Umbria. In sostanza, la squadra perdeva con Giovi e ha continuato sulla stessa falsariga con il nuovo coach, come testimoniano le quattro sconfitte di fila per 3-0 registrate dal suo arrivo. Che con gap differenti sono diventate poi 14. Serie disastrosa interrotta solo dall’effimero moto d’orgoglio contro Busto Arsizio.
Nessun alibi Durante il filotto negativo, il presidente Bartoccini è intervenuto senza cercare alibi, evidenziando, tra gli altri aspetti, come si sia sbagliato a costruire la rosa. Uno dei fattori che hanno causato la mancanza di risultati e prestazioni. E che ha trasformato una stagione approcciata discretamente, in una lunga ed inevitabile discesa verso la Serie A2.
