di Daniele Bovi
Un No largo, strutturato e scarsamente correlato a livelli di affluenza elevati. Così, in sintesi, appare la vittoria del No a Perugia al referendum sulla giustizia di domenica e lunedì. Umbria24 ha passato al setaccio i risultati di tutte le 159 sezioni elettorali del territorio: due mappe, pubblicate qui sotto, mostrano quelle in cui ha vinto il No, quelle in cui ha prevalso il Sì e l’affluenza; i dati sono stati poi aggregati in 41 quartieri per restituire una geografia del voto cittadino.
I quartieri E allora, cosa dicono i numeri? Il No prevale in 32 zone su 41: le uniche in cui vince il Sì sono state Fratticiola, Ramazzano, Olmo, Montebello, Ponte Pattoli, Ripa-Pianello, Castel del Piano Bagnaia e San Marco e, per quel che conta, all’ospedale dove sono tre come sempre i seggi allestiti. A Fratticiola il Sì tocca il record con 60,5 per cento, seguita da Ramazzano e Olmo con il 53 per cento, mentre in tutti gli altri, comprese due zone come San Marco e Castel del Piano-Bagnaia dove il centrodestra è forte, il Sì si ferma poco sopra il 50 per cento.
I No da record Sull’altro fronte invece quartieri come Monteluce, Pretola, Case Bruciate, Elce, Villa Pitignano, Collestrada e Solfagnano sono poco sopra o poco sotto il 60 per cento, con Monteluce che fa segnare il record (62,5 per cento). In centro storico poi, dove l’affluenza è stata elevata (con punte superiori al 70 per cento, come alle amministrative se non di più) il No ha sfiorato il 60 per cento. Per quanto riguarda quartieri particolarmente popolosi, a Madonna Alta, San Sisto e Ponte San Giovanni il No oscilla tra il 55 per cento e il 57 per cento; il No prevale anche a Fontivegge (54,5 per cento), una delle zone dove storicamente il centrodestra regge meglio.
Le sezioni E per quanto riguarda le sezioni? Il No vince in 133, il Sì in 25 e in una, la 96 di Montebello, finisce in perfetto pareggio. Geograficamente, il Sì riesce a farcela solo in alcune sezioni della zona Nord della città, di quella Sud come San Martino in Colle, Pila e in alcune della zona a Ovest come Santa Lucia, San Marco e Olmo. Il No centra il record nella sezione 9, una di quelle del centro storico (74,5 per cento), mentre il Sì nella 121 di Pianello (61 per cento).
L’affluenza In un quadro che vede l’Umbria terza regione d’Italia per quanto riguarda l’affluenza, a Perugia la partecipazione è stata ancora più forte: 67,5 per cento, 2,5 punti in più rispetto alla media regionale. Ben 85 le sezioni che sono oltre questo dato, e 53 quelle in cui viene superato il 70 per cento, con un record dell’80 per cento nella sezione 29 del centro storico; nella 146 di Ponte Felcino si registra invece il record negativo con il 53,7 per cento. In generale, oltre a quelle dell’acropoli un’affluenza particolarmente elevata si nota nei quartieri circostanti, mentre mano a mano che ci si allontana le percentuali (con alcune eccezioni) diminuiscono.
Poca correlazione I livelli di affluenza però non sembrano essere particolarmente correlati ai risultati. Nelle sezioni con alta affluenza, infatti, la media del No è più alta di appena lo 0,8 per cento. A ulteriore riprova, basta citare i casi della sezione 29, dove nonostante l’affluenza record il No si è attestato al 57,7 per cento, mentre nella 146 di Ponte Felcino il No ha ottenuto il 58 per cento. Nel complesso, il coefficiente di correlazione tra alta affluenza e voto per il No si ferma, in una scala che va da 0 a 1, allo 0,1; insomma, un No largo e strutturato al di là del livello di partecipazione. Nel complesso, Perugia va inquadrata in un filone che vede tutti e 20 i capoluoghi di regione premiare il No, ma nel caso di quello umbro la percentuale è tra le più basse: dietro Perugia ci sono solo Venezia, Trieste e L’Aquila.
