di Carlo Forciniti
Otto movimenti in entrata. Altrettanti in uscita. Sempre i più complessi da definire. Nella sessione invernale di mercato, il Perugia ha messo in atto una robusta rivoluzione. Complessa ma necessaria. Con Riccardo Gaucci – sostenuto dalla società, dal tecnico Tedesco e da Walter Novellino – in prima fila per provare a ridare un senso alla stagione attraverso un sensibile rimescolamento della rosa (al fotofinish è arrivato anche il talento Dodde che sarà aggregato in Primavera, ndr). Diversa rispetto a prima. E soprattutto, con maggiore qualità diffusa. Le speranze di salvare la categoria passeranno certo da una indispensabile attitudine alla “battaglia” che in Lega Pro (e nello sport in generale) non deve mai mancare, ma anche dall’imprevedibilità dei singoli. Dalle giocate individuali che possono portare in dote alcuni dei neo grifoni: Valerio Verre, Luigi Canotto, lo stesso Don Bolsius.
Limiti Le ultime partite sono un microcosmo di ciò che poteva essere e non è stato. Senza andare troppo indietro nel tempo, gli approcci contro Bra e Gubbio, Ascoli e Ravenna non sono stati all’altezza. Indipendentemente dalla differente qualità degli avversari e dalla contingenza legata al momento che attraversava ognuna delle squadre di cui sopra. Durante le partite in questione, il Grifo ha dato segni di risveglio quando sembrava che ormai non avesse più nulla da perdere. In particolare contro il Bra e contro il Ravenna, gare in cui il Perugia ha più volte flirtato con la vittoria al tramonto delle stesse. Ma il gol liberatorio non è arrivato. Perché davanti alla porta è mancato sempre qualcosa. Per frenesia. Per limiti tecnici. Per bravura degli avversari.
Imprevedibilità Ora, e con maggiore qualità da spendere vicino all’area, la possibilità di fare maggiormente la differenza, c’è. E gli innesti di giocatori abili nell’ultimo passaggio e nell’uno contro uno come Canotto e Verre (che comunque ha ancora bisogno di tempo per essere al top della condizione) potranno giovare anche a Montevago e Nepi, che da qui alla fine del campionato dovranno garantire gol pesanti in chiave salvezza. E’ il destino dei centravanti.
Varietà Come detto in precedenza, Tedesco può contare su diverse alternative e su una rosa malleabile. Da plasmare a seconda delle esigenze e delle contingenze. Il 4-3-1-2 resta (ad oggi) la pietra angolare, ma il Grifo 2.0 che esce dalla sessione invernale potrebbe tradursi anche in un 4-2-3-1. In cui ai mediani e agli esterni sarebbe richiesto un dispendio fisico di un certo livello, così come ai trequartisti chiamati a dare una mano in fase di non possesso. Ma negli ultimi 30 metri il Grifo avrebbe qualità e materiale umano a sufficienza per far pesare le proprie differenze. Per uscire dalla zona playout servirà sbagliare il meno possibile dal punto di vista mentale. Ma il talento aggiuntivo che ha portato la rivoluzione invernale, dovrà essere ingrediente da sfruttare a dovere.
