Un uomo davanti al Duomo di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A Perugia la norma del regolamento di polizia urbana che vieta l’accattonaggio ha le ore contate. Venerdì infatti arriverà in Prima commissione una proposta, firmata dai capigruppo di maggioranza, con la quale si punta ad abrogare l’articolo 32.

La norma Introdotto nel novembre 2014, cioè all’inizio del decennio di governo di Andrea Romizi, la norma vieta l’accattonaggio molesto in luoghi pubblici, il rovistare nei cassonetti delle associazioni umanitarie, il lavare i vetri ai semafori e non solo. Molta ironia infatti all’epoca suscitò lo stop all’«esercizio del mestiere di “accompagnatore di carrelli della spesa”», che causerebbe «reiterati disturbi ai clienti di supermercati ed esercizi pubblici». La norma, per quanto riguarda l’accattonaggio, vietava anche l’utilizzo di minori o animali.

Le modifiche Nella proposta la maggioranza sottolinea che è «responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli lavorare per contrastare le povertà e le crescenti disuguaglianze sociali ed economiche, mettendo in campo politiche integrate su diversi livelli per garantire a tutte le persone di vivere in piena dignità»; «lottare contro la povertà – è detto ancora – non significa lottare contro i poveri». Per la maggioranza il vietare la richiesta di elemosina contribuisce a «connotare in termini negativi la mendicità e i poveri, quasi che questi ultimi fossero delinquenti o nemici da temere».

Nessuna multa La norma, spiegano i capigruppo, dovrebbe limitarsi a sanzionare «i soli casi di richiesta molesta e aggressiva»; reato di accattonaggio molesto che, peraltro, è stato introdotto nel codice penale nel 2018, il che renderebbe una ulteriore sanzione una duplicazione. Oltre a ciò, nel corso dell’ultimo decennio non state emesse mai multe a nessuno il che «conferma l’inutilità dello stesso articolo». Secondo i numeri forniti mercoledì dalla polizia municipale nel corso delle celebrazioni per San Sebastiano, nel 2024 sono stati effettuati 43 controlli con l’emissione di un Daspo urbano, mentre l’anno prima i controlli erano stati 28 con l’emissione di 3 Daspo.

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