di Carlo Forciniti
Sabato 28 febbraio, il Perugia perdeva in casa contro il Pineto e si congedava dal Curi subissato dai fischi della propria gente, sempre più frustrata da un campionato che stava andando sempre più a sud. All’interno di una stagione già complicata di suo, quel ko rappresentava il momento forse più delicato dell’annata. Perché il modo in cui il Grifo aveva interpretato la partita assomigliava ad un manifesto d’impotenza. E la classifica si faceva sempre più preoccupante.
Conseguenze Nel post partita, il direttore generale Hernan Borras aveva dipanato eventuali dubbi: «avanti con Giovanni Tedesco». Ma il tecnico restava in bilico. Il rischio di un nuovo ribaltone sulla panchina biancorossa rientrava nell’ordine delle cose. A stretto giro. E la tappa di Livorno avrebbe rappresentato un potenziale momento spartiacque. La trasferta in Toscana è stata preparata in maniera diversa dalle altre. Perché il 2 marzo il Perugia ha inaugurato il ritiro che il giorno successivo al match con gli amaranto è poi proseguito a Cascia, con l’intento di presentarsi al meglio alla sfida con il Pontedera di lunedì 9.
Reazione Ma prima c’era da superare il Livorno. Missione compiuta. Al Picchi, il Perugia ha vissuto forse il… picco più alto del campionato. Perché il successo per 2-1 ottenuto grazie ai timbri di Montevago e Bacchin che hanno vanificato il rigore a tempo scaduto di Dionisi, è stato molto più netto di quanto non dica il punteggio finale. Utile, utilissimo per scavare un solco sul fanalino di coda Pontedera che sarebbe stato il prossimo avversario al Curi.
Conferma Una gara da non sbagliare, anche per via dei risultati della concorrenza nell’ultimo turno di campionato. Con una vittoria, infatti, le nubi legate al futuro di Tedesco si sarebbero ancora di più diradate, ed il Grifo avrebbe staccato sensibilmente i granata e superato in un colpo solo Sambenedettese e Torres, lasciando la zona playout. Insomma, la posta in palio al Curi era altissima. E il Perugia – trascinato dalla doppietta di Montevago – non ha steccato, dando continuità al blitz di Livorno e – particolare che più conta – uscendo dalle zone più pericolose di classifica.
Strada lunga Con sette partite ancora da giocare nulla è stato ancora fatto. Ma dal ko di Pineto vicino, vicinissimo, sembra passata un’era. Nelle prossime sette partite serviranno ulteriori conferme. A cominciare dalla partita in esterna contro la capolista Arezzo in programma domenica 15 marzo e che il Grifo dovrà interpretare al meglio. Le vittorie d’altronde, fanno bene anche all’autostima.
Notiziario Nella seduta pomeridiana di mercoledì 11 marzo, i calciatori sono stati divisi in due gruppi che, alternandosi, si sono allenati in campo e in palestra. Trapela un certo ottimismo circa le condizioni dei calciatori che avevano accusato problemi fisici, monitorate dall’area medica. Cristian Dell’Orco ha effettuato un lavoro specifico per favorire il recupero dopo il fastidio avvertito al muscolo soleo del polpaccio. Paolo Bartolomei sta recuperando dall’infiammazione al tallone. Gli esami effettuati sul ginocchio sinistro di Francesco Lisi hanno confermato una infiammazione al menisco. Lo staff medico e il calciatore al momento hanno optato per una terapia conservativa, senza il ricorso ad un intervento.
