di Daniele Bovi

Quasi 41 mila euro. Tanto il Comune di Perugia dovrà pagare a Umbra acque per una serie di fatture relative a utenze comunali non saldate negli anni scorsi. Il periodo è quello che va dal 2017 al 2022, durante il quale l’allora dirigente aveva contestato le somme «per eccessivo consumo» come ricostruisce ora Palazzo dei Priori nell’atto con cui si dà l’ok al pagamento. In particolare sono due le fatture più “pesanti”: una da oltre 13 mila euro del luglio 2018 e una da più di 27 mila del marzo 2021; in tutto tra fatture e note di credito si parla di 20 documenti. A sollecitare il saldo nei giorni scorsi è stata l’azienda che si occupa del servizio idrico.

Esternalizzazioni A proposito di Umbra acque intanto, nei giorni scorsi la Filctem Cgil non ha firmato, a differenza degli altri sindacati, l’accordo per l’uscita anticipata di lavoratori prossimi alla pensione. La Cgil – che rappresenta la maggioranza dei lavoratori iscritti – contesta in particolare «l’aumento costante delle esternalizzazioni di attività operative a favore di terzisti». Stando ai numeri, dal 2018 a oggi su 104 uscite tra cessazioni e pensionamento 54 hanno riguardato operati, mentre su 154 assunzioni soltanto un quarto sono state destinate a questo settore. Dito puntato anche contro l’aumento dei compensi deliberato dal cda e l’affidamento in subappalto di un servizio come quello volto alla ricerca delle perdite.

BOLLETTE DELL’ACQUA, ARRIVA LA STANGATA

Sviluppo «Da tempo diciamo, in tutte le occasioni, che per la Cgil il ruolo delle partecipate è un ruolo strategico di sviluppo del territorio – scrivono Euro Angeli, segretario generale Filctem Cgil Perugia, e Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia – Non sono soltanto aziende che vendono servizi, come molti vorrebbero, ma sono in primo luogo degli strumenti economici e industriali che possono mettere a terra fattivamente i progetti e lo sviluppo del territorio che gli enti locali disegnano dentro una dialettica politica e di partecipazione con le proprie comunità. Per fare questo però occorre che la mission sia anche quella di custodire gelosamente le professionalità ed il know-how acquisito negli anni. Purtroppo, a queste sollecitazioni non abbiamo avuto risposta».

I soci Il sindacato solleciterà un incontro con tutte le istituzioni a partire dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi: il Comune di Perugia detiene infatti il 30 per cento della società, mentre un altro 30 per cento è nelle mani degli altri Comuni serviti; il restante 40 per cento infine è detenuto dal socio privato Acea. «L’acqua – ricorda la Cgil – è un bene pubblico ed un diritto per tutti e come tale deve essere gestita, rispettando ed ascoltando i lavoratori che con responsabilità e professionalità cercano di risolvere tutte le problematiche e le inefficienze acuite negli ultimi anni». Proprio il vertice di Umbra acque è tra le nomine più importanti che il Comune dovrà fare.

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