di D.B.
Dopo il crollo di calcinacci all’interno del vecchio e malandato Centro di salute di via XIV Settembre, l’Usl Umbria 1 trasferirà alcuni servizi a partire dalla prossima settimana. La decisione è stata presa venerdì al termine di un sopralluogo effettuato da tecnici e direzione Usl insieme ai vigili del fuoco.
Trasferimenti Il terzo piano, dove si sono verificati i crolli che hanno interessato un ufficio del servizio farmaceutico, è stato chiuso e nel corso di un incontro con i dipendenti – preoccupati e in protesta per quanto successo – l’Usl ha spiegato che «alcuni servizi saranno subito trasferiti e i lavori di ripristino dell’immobile saranno accelerati. I primi a essere spostati la prossima settimana – spiega l’azienda sanitaria in una nota – saranno quello farmaceutico (che sarà portato a Madonna Alta, nei locali vicino all’ex Centro Salute) e quello psicologico giovanile (che andrà in maniera provvisoria nei locali della formazione aziendale, situati vicino l’Hospice di Perugia)».
Inadeguatezza Sempre in mattinata il direttore della struttura Enrico Martelli ha sottolineato che era previsto lo spostamento di alcuni lavoratori per alcuni lavori di manutenzione straordinaria e che, da precedenti sopralluoghi, non erano emersi elementi tali da far pensare a un evento come quello di giovedì. Sul caso è intervenuta venerdì anche la Cgil: il sindacato sottolinea che da tempo aveva sottolineato l’inadeguatezza della struttura «sia per mantenere gli attuali servizi socio sanitari, sia per collocare, proprio lì, la nuova Casa di comunità. La maxi caduta di calcinacci – scrivono in una nota Vanda Scarpelli, segretaria della Camera del lavoro di Perugia, Renzo Basili segretario generale della lega Spi Cgil di Perugia-Torgiano-Corciano e Donatella Renga, segretaria generale della Fp Cgil di Perugia – che solo per fortuita coincidenza non ha arrecato danni alle persone presenti, rende ormai indifferibile e urgente lo spostamento di tutte le prestazioni».
I sindacati «È grave quanto accaduto – continuano i rappresentanti sindacali – ma ancor più grave è la miopia delle amministrazioni pubbliche e l’incapacità di adeguata programmazione dei lavori di ristrutturazione, con la dovuta attenzione per l’incolumità dei cittadini e dei lavoratori che lì operano. Così come grave è la mancanza di una visione ampia per la destinazione delle strutture e dei servizi nella città. Salvaguardare tutelare e rafforzare la sanità pubblica, contro ogni ipotesi scellerata di privatizzazione, significa anche garantire adeguate e accoglienti sedi e ovviamente tutte le professionalità necessarie».
