Omphalos Lgbti e la Questura di Perugia hanno firmato un protocollo di collaborazione per il contrasto alla discriminazione e alla violenza per orientamento sessuale e identità di genere. Tante le iniziative messe in campo al fine di tutelare i diritti dell’individuo.

Patto tra Questura e Omphalos Il protocollo permetterà innanzitutto di migliorare ed estendere il supporto alle vittime di discriminazione tramite i servizi gratuiti offerti dal centro antidiscriminazioni di Omphalos. È stato stabilito l’impegno a sviluppare momenti di formazione e informazione delle forze dell’ordine sulle tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Assicurata anche l’attenzione delle istituzioni verso i bisogni delle vittime di violenza fisica, psicologica, economica, verbale di matrice omofoba e transfobica. Il protocollo prevede, tra le altre, anche la possibilità raccogliere dati su questo tipo di violenza, favorendo l’elaborazione di statistiche sull’andamento del fenomeno. L’accordo porterà, infine, all’attivazione di un canale diretto tra il centro antidiscriminazioni e la Questura di Perugia per le prevenzione e il contrasto ai fenomeni di omo-lesbo-bi-transfobia.

Tutela dell’individuo «La firma di questo protocollo è un passo molto importante per il nostro territorio – ha dichiarato Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – perché segna una collaborazione operativa tra l’associazione e le forze dell’ordine nella prevenzione e contrasto delle discriminazioni e violenze verso la comunità Lgbtqia+». «L’accordo – ha spiegato il questore Bellassi ad Ansa – trova la sua ragione di essere nella volontà di venire incontro alle necessità e alle esigenze di coloro che si trovino discriminati in ragione del loro orientamento sessuale. Con questo protocollo non facciamo altro che declinare nella pratica quelle che sono le indicazioni precise e puntuali della carta costituzionale che intende tutelare ogni essere umano da discriminazioni di qualsivoglia tipo».

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