L'esultanza del tecnico Tedesco dopo il il gol del 2-0 di Montevago contro il Pontedera. ©Fabrizio Troccoli

di Carlo Forciniti

Il Perugia ha cambiato faccia. Ha cambiato passo. Ha cambiato i destini del proprio campionato. Lo ha fatto al momento “giusto”, quando i margini di errore erano ormai irrimediabilmente ridotti. Quasi inesistenti. Per lunghi tratti, il tramonto della stagione avrebbe potuto assumere i contorni di uno psicodramma sportivo. Frutto di un (lungo) percorso il cui il Grifo è stato impelagato nelle zone più basse della classifica. Con il rischio playout che con il passare delle settimane diventava sempre più concreto.

Svolta Il ko interno con il Pineto di fine febbraio ha rappresentato un momento spartiacque. Da quello 0-1, Dell’Orco e compagni hanno inanellato sei risultati utili di fila, frutto in ordine sparso di tre vittorie e altrettanti pareggi.  L’ultimo, in ordine cronologico, quello maturato al Curi sabato 4 aprile contro la Juve Next Gen. Un 2-2 che può essere letto in più modi. Da una parte ha rimandato al prossimo futuro il discorso legato alla matematica salvezza. Che – toh il destino – può arrivare domenica 12 aprile in occasione del derby esterno (ore 12.30) contro la Ternana. 

Forza mentale Dall’altra, il pari contro i bianconeri certifica la crescita dal punto di vista mentale della squadra. In questo campionato che resta comunque da dimenticare in fretta, il Perugia ha sempre faticato oltremisura a fare punti quando è andato sotto nel punteggio. È accaduto anche nel girone di ritorno, contro Gubbio e Ascoli, Pianese e Pineto. Al primo cazzotto, il Grifo non ha sostanzialmente saputo reagire.

Doppia reazione Con la Juve Next Gen, invece, la truppa di Tedesco lo ha fatto due volte. Al vantaggio iniziale di Anghelè all’alba del match, ha risposto Montevago. Al timbro di Guerra sul finire del primo tempo, è arrivata la replica di Ladinetti su rigore nella ripresa. Oltre al mero dato statistico ed a differenza di quanto accaduto nei già citati ko di cui sopra, il Perugia ha dato l’impressione di restare sempre in partita. E non è un caso che siano arrivati due gol “di rincorsa”. Prima non accadeva. O accadeva di rado. Da gennaio in poi, solo contro il Bra (1-1) i grifoni erano riusciti a fare punti dopo lo svantaggio iniziale. Un segnale – quello maturato nel corso della sfida contro la Juve in cui durante il secondo tempo c’erano in campo quattro giocatori perugini – di una diversa tenuta mentale da parte del gruppo chiamato a chiudere i giochi in ottica salvezza contro la Ternana. Che nel derby di andata e dopo il gol risolutivo firmato da Vallocchia, aveva gestito a piacimento il nuovo vantaggio, proprio per l’incapacità del Perugia di reagire dopo il 2-1. Un girone più tardi, è un’altra storia.

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